Vandali scatenati contro il presepe, decine di casi in Italia da Nord a Sud. Lo sconcerto dei cattolici

martedì 7 gennaio 14:48 - di Redazione
presepe

Vandali scatenati contro il presepe. Il Natale di quest’anno può vantare una triste circostanza: l’aumento dei casi di oltraggio e distruzione ai danni delle sacre rappresentazioni della Natività di Gesù. Lugubri fatti di cronaca che il sito La Nuova Bussola Quotidiana ha raccolto commentando con un titolo incisivo il fenomeno: l’Italia si scopre presepofoba. Vi è stato anche uno snaturamento del presepe, come dimostrano le Natività allesttite strumentalizzando il fenomeno dei migranti.

Vandali contro il presepe, incendi a Ivrea

Vi è stata distruzione di presepi, come nella notte di Natale a Martinengo, in provincia di Bergamo, e a Palau, in Gallura. E ancora furti di Bambinelli, come a Mondovì, in provincia di Cuneo. O fatti a pezzi come a San Benedetto Po, provincia di Mantova. Qui la sera del 29 dicembre dei ragazzi sono entrati nell’abbazia del Polirone, hanno scagliato contro il tetto della capanna il bambolotto che rappresentava Gesù Bambino. Non contenti, tornati più tardi l’hanno fatto a pezzi e hanno appeso testa e busto a un palo di ferro in una piazza.

Un altro caso a Ovada, provincia di Alessandria. Qui alla vigilia di Natale hanno ridotto in briciole un presepio di polistirolo e poi lo hanno gettato in un laghetto. A Lizzanello, Lecce, hanno danneggiato le statue del presepio artistico di piazza della Libertà. In provincia di Treviso, a Mogliano Veneto, hanno tolto dalla culla il Bambino Gesù del presepio a grandezza naturale di piazza Berto per poi impiccarlo. E ancora in una frazione di Loreto, Villa Musone, hanno rubato le statuette della Sacra Famiglia del presepio da alcuni anni realizzato da commercianti e residenti di una via davanti a una scuola materna. Sempre in provincia di Ancona, a Fabriano è stata rubata la statua di Gesù Bambino custodita in un confessionale in attesa di essere deposta nella mangiatoia, e a Senigallia è stato danneggiato un presepio di sabbia appena realizzato e la “prodezza” è stata pubblicata su Instagram.

Ultimo episodio in ordine di tempo è avvenuto a Ivrea dove nella tarda mattinata di sabato 4 gennaio qualcuno ha dato fuoco ai presepi allestiti in due chiese – San Maurizio e San Salvatore – entrambe affacciate su vie del centro storico cittadino. La chiesa di San Maurizio ha rischiato di andare tutta a fuoco, si è reso necessario l’intervento dei vigili del fuoco e si sono persi un quadro e degli affreschi dell’Alamanni.

I vescovi allarmati

“Perché tanta acredine sul Bambinello? – ha commentato il vescovo di Vittorio Veneto, monsignor Corrado Pizziolo, riferendosi a quanto accaduto a Mogliano – spero sia un atto di vandalismo gratuito, nato più da noia e incoscienza che dalla volontà di arrecare un danno vero ai nostri simboli. La gravità di questo fatto, però, non è tanto o soltanto che venga sfregiato Gesù, ma che alcuni balordi impicchino un bimbo inerme in una culla”.  Il suo commento si legge sempre su La Nuova Bussola quotidiana unitamente a quello di monsignor Edoardo Cerrato, vescovo di Ivrea.

“Chi lo ha fatto? – si domanda il vescovo di Ivrea più importante è capire che cosa si è inteso fare distruggendo col fuoco i Presepi nelle chiese cittadine. Una risposta non è impossibile se si tiene conto di quanto è accaduto in questi giorni di festa natalizia anche altrove, dove abbiamo visto decapitate statuine del Bambino di Betlemme e della sua Madre Santissima. L’indagine arriverà forse a individuare i responsabili e a comprendere il movente. Per ora, trattandosi di profanazione delle immagini sacre e delle chiese, chiedo ai fedeli della città qualche atto di riparazione”.

Commenti

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  • giovanni vuolo 8 gennaio 2020

    È la naturale conseguenza dell’integrazione ed accoglienza predicata dalla Chiesa. Questi folli ancora non comprendono che l’Islam non vuole integrarsi, ma vuole sostituirci e dominarci. Provate ad andare in un Paese islamico ed a togliere le icone di Maometto dalle scuole !!!

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