Regionali, Calenda apre la campagna elettorale. Contro il Pd: “Non sosterremo i suoi candidati”

venerdì 3 gennaio 16:07 - di Viola Longo
calenda

Azione sosterrà Stefano Bonaccini in Emilia Romagna. E questa sembra l’unica concessione che Carlo Calenda vuole fare agli ex compagni di partito del Pd. Perché, per il resto, si scaglia contro il governo e annuncia: “Azione non sosterrà tutti i candidati del Pd alle elezioni”. Il lancio della campagna elettorale in Emilia Romagna, dove la formazione corre con sui candidati, insomma, si connota prima di tutto come l’apertura formale delle ostilità. O, magari, delle trattative.

Azione non sosterrà i candidati Pd

Azione non sosterrà tutti i candidati del Pd alle elezioni regionali. Al contrario, in Puglia non lo faremo, nelle Marche probabilmente non lo faremo. Qui sì, e lo facciamo convintamente per una ragione semplice: Bonaccini è un ottimo amministratore e governatore di Regione”, ha detto Calenda, che ha presentato i suoi candidati insieme a Matteo Richetti. Secondo l’ex ministro dello Sviluppo economico, Bonaccini avrebbe buone possibilità di farcela, perché le elezioni “sono in bilico solo nei sondaggi”. Ma il vero punto della convention non pare essere questo.

Distanza “totale” dal governo

Emerge piuttosto chiaramente, invece, che Calenda e i suoi puntano al bersaglio grosso: la scena nazionale. È lì che si concentrano gli strali del leader di Azione. “La nostra distanza dal governo resta totale”, ha detto, precisando però che a suo avviso l’esecutivo non ha le ore contate. “A casa non ci vogliono andare. Sarà un gioco, come è stato l’ultimo governo, sempre sul filo delle elezioni, dove il lavoro è quello di posizionarsi“, ha spiegato l’ex ministro, che comunque ha detto di augurarsi “da sempre che il governo cada e si vada alle elezioni”.  Calenda, in ogni caso, sembra il primo a cercare una propria collocazione. Va da sé, in quello spazio vuoto che il Pd si sta lasciando intorno per via dell’alleanza con il M5S.

Calenda all’attacco del Pd

“La prescrizione è una cosa disastrosa e il Pd dice che è una cosa sbagliata, però entra in vigore. Non c’è una cosa che il Pd abbia messo come condizione o come priorità che sia stata accettata. Eppure si va avanti. Questa è la verità dei fatti. Questo – ha proseguito Calenda – non è utile per nessuno, per i progressisti in generale”. “Siamo in una condizione stravagante per la quale, quando sono stati emanati i decreti sicurezza, il Pd li ha definiti un quasi colpo di Stato e un vulnus democratico. Quei decreti sicurezza – ha sottolineato ancora il leader di Azione – oggi sono in piedi. Sono stati emanati dallo stesso presidente del Consiglio che oggi è diventato un punto di riferimento per progressisti”. “Un cittadino normale come può orientarsi con queste contraddizioni in politica tutti i giorni?“, ha quindi chiesto Calenda, ammettendo infine: “Noi abbiamo fatto nascere Azione per questo”.

 

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