Caso Gregoretti, Salvini spavaldo: «Se mi arrestano scriverò le mie prigioni, come Silvio Pellico»

lunedì 20 gennaio 11:34 - di Lucio Meo

Alle 17 si riunisce a Sant’Ivo alla Sapienza la Giunta per le Immunità e le autorizzazioni, che deve decidere sul caso Salvini-Gregoretti. Dopo la conferma del calendario, arrivata venerdì scorso, con il voto finale della Giunta per le autorizzazioni – e le accuse della maggioranza alla presidente Elisabetta Casellati di mancata imparzialità, per aver partecipato alla votazione – i membri della Giunta dovrebbero essere chiamati a votare sulla relazione del presidente Maurizio Gasparri, che chiede di dire no al processo a Matteo Salvini.

La richiesta di procedere nei confronti del leader leghista è arrivata dal Tribunale dei ministri di Catania, che ha chiesto di procedere in giudizio nei confronti dell’ex ministro dell’Interno, con l’accusa di sequestro di persona aggravato, relativamente alla vicenda dei 131 migranti, bloccati lo scorso luglio al largo di Augusta sulla nave della Guardia Costiera, Gregoretti.

L’ironia di Savini sul carcere

“Ma sei matta! Per fermarmi mi devono arrestare, vabbè che non manca molto ma, in caso, da dentro, scriverò le ‘Mie prigioni’ come Silvio Pellico”. Lo ha detto il segretario della Lega Matteo Salvini, replicando, nel corso di un incontro con i pescatori delle Valli di Comacchio, a una donne che lo ha invitato a ‘non mollare’. Nel pomeriggio la Giunta delle Immunità al Senato dovrà decidere se l’ex ministro dovrà finire in Tribunale. Ma a votare no potrebbero ritrovarsi solo i senatori del centrodestra, dopo l’appello di Salvini ai suoi a votare sì. La maggioranza, infatti, ha dichiarato che non parteciperà alla seduta della Giunta, facendo quindi mancare il numero legale. In questo caso sarà l’aula di palazzo Madama, a metà febbraio, a giudicare se Salvini dovrà essere processato.

Zingaretti attacca il leader leghista

«Salvini sta usando un tema che riguarda solo la giustizia, per fini politici», ha detto il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, intervenendo a ‘No Stop News’ su Rtl 102.5. «Come nel caso della nave Diciotti e come nel caso Russiagate, sta costruendo – intorno a una vicenda che dovrebbe essere solo giudiziaria – un tam tam politico, perché pretende l’impunità. Stiamo vedendo il solito film: Salvini è garantista per se stesso e giustizialista quando si tratta degli altri».

E ancora: «Qui non si tratta di fare pace, io credo che la presidente Casellati abbia compiuto uno sbaglio. Perché invece di garantire la terzietà di fronte a un contenzioso regolamentare, si è schierata a favore della sua parte politica. Questo rimane un vulnus – ha aggiunto il segretario dem -, non è un problema di simpatie o antipatie ma di una funzione istituzionale che è stata rispettata».

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • lamberto 20 gennaio 2020

    Cari signori della sinistra, basta con il giustizialismo creato ad acta per eliminare i politici a voi scomodi. Se avete le palle confrontatevi nelle urne e vediamo se il popolo sovrano condivide i vostri tecnici colpi di mano….non vi basta tenervi strette le poltrone di mantenuti senza dignità, non avete proposte serie alternative ai vostri avversari politici, da proporre a quel popolo che vi rifiuta e rigetta nelle urne.
    Pertanto in modo becero bieco e meschino attuate quella strategia tipica delle dittature bolsceviche e staliniste che alla faccia dell’antifascismo che invocate ad ogni piè sospinto, vi piacciono tanto!!! Siete arroganti e prepotenti non andate bene per una democrazia anche se cambiate 1 10 100 volte il nome del partito, il popolo italiano vi sta segregando sempre più in una scatoletta di “sardine” come un rifiuto tossico!!! Ce la faremo a smaltirvi siatene certi.

  • In evidenza