Arrestato medico di un ospedale siciliano. “Prescriveva esami inutili ai neonati”

venerdì 10 gennaio 14:04 - di Redazione

La polizia di Catania ha arrestato un dirigente medico in servizio nel Reparto di Neonatologia del Presidio ospedaliero San Marco, Alessandro Rodonò, su delega della Procura della Repubblica etnea, con l’accusa di aver chiesto a genitori di neonati prematuri somme di denaro per effettuare esami inutili che prospettava come necessari per valutare le condizione di salute dei loro figli.

L’arresto effettuato dalla polizia di Catania

Secondo il sito La Siciliaweb, le indagini hanno fatto luce, al momento, su quattro gravi episodi concussivi (due in forma consumata e due in forma di tentativo), tra settembre e ottobre del 2019 in danno di genitori di neonati prematuri ai quali richiedeva somme di denaro per effettuare esami inutili che egli, però, prospettava come necessari per valutare le condizione di salute dei loro figli.

Si è accertato, finora, un quadro chiaro. Il medico, dopo avere effettuato i controlli di routine a spese del servizio sanitario nazionale, prospettava ai genitori dei piccoli pazienti la necessità di effettuare ulteriori ecografie cerebrali. In realtà del tutto inutili.

Il medico già coinvolto in un altro caso

Posti di fronte a questa alternativa, i genitori si vedevano costretti ad eseguire il pagamento della prestazione “intra moenia”. Il tutto, al fine di far sì che i propri figli potessero essere sottoposti agli accertamenti. Esami che ritenevano necessari in ragione di quanto aveva loro detto il dott. Rodonò. Seconco la procura, le indagini e la conseguente misura cautelare, hanno interrotto tempestivamente le condotte criminose poste in essere dal Rodonò. Condotte nell’esercizio della delicatissima funzione cui è preposto. Proseguono le indagini per la individuazione di altre vittime.

Il medico catanese era stato coinvolto anche nell’inchiesta sulla morte della piccola Nicole, nata alla clinica Gibiino in un parto difficile e poi deceduta in ambulanza. Rodonò, all’epoca in servizio alla Utin dell’ospedale Santo Bambino, aveva affrontato le indagini della Procura ma aveva poi ottenuto il proscioglimento dal Gip.

 

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