Anche Michelle Obama a Sanremo? Il teatro Ariston usato per i comizi anti-Trump…

giovedì 2 gennaio 15:56 - di Vittoria Belmonte
Michelle Obama

Anche Michelle Obama a Sanremo? Sarebbe questa l’idea della giornalista Rula Jebreal che in questi giorni starebbe trattando con Amadeus per la sua partecipazione al festival della canzone italiana. L’indiscrezione è arrivata dal sito di Dagospia. E oggi il Corriere della sera svela ulteriori retroscena.

Il progetto di Rula Jebreal è quello di intervistare nella serata inaugurale del festival Michelle Obama e di farla parlare della violenza contro le donne. Un’idea che la Jebreal ha esposto ad Amadeus in occasione della sua partecipazione al programma di Fabio Fazio, lo scorso ottobre.

Sanremo, Rula Jebreal dovrebbe intervistare Michelle Obama

L’idea è piaciuta al conduttore del festival e da quel momento sono cominciati i contatti per concordare nel dettaglio la partecipazione della stessa Jebreal e di Michelle Obama. Ma l’indiscrezione di Dagospia ha scatenato polemiche e commenti critici per cui le cose stanno andando a rilento o forse stanno avvenendo nella più assoluta segretezza per evitare reazioni negative.

La critica di Maurizio Gasparri

I commenti all’articolo del Corriere non si sono in ogni caso fatti attendere. In una nota il senatore forzista Maurizio Gasparri si mostra polemico con l’idea di trasformare il palco dell’Ariston in un palcoscenico anti-Trump.

“A che altro serve, nell’anno delle presidenziali americane – si chiede Gasparri – invitare in una seguitissima trasmissione televisiva italiana Michelle Obama, se non a rendere omaggio al politically correct e al pensiero dominante in alcuni ambienti? Che c’entra un comizio di Michelle Obama in una rassegna musicale? Leggiamo che la Rai starebbe studiando attraverso la discussa Rula Jebreal un’iniziativa di questa natura”.

“La giornalista – continua Gasparri riferendosi a Rula Jebreal – è già nota per le polemiche che ha animato, definendo razzisti coloro che non la pensano come lei. Già non si capisce la sua presenza a Sanremo, perché non risulta essere un’esperta di musica. Né la rassegna deve diventare un palco per comizi di vario tipo. Poi scegliere, nell’anno delle presidenziali americane, una tribuna di questo tipo per una passerella di Michelle Obama, è un’autentica provocazione. Ma i vertici della Rai non hanno altro a cui pensare? Dopo le figuracce inanellate dall’amministratore delegato, tenuto al guinzaglio da Di Maio, ora pensano di recuperare terreno trasformando Sanremo in una platea per comizi? E basta”.

 

 

Commenti

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  • Giuseppe Forconi 3 gennaio 2020

    Tutto quello che gli americani hanno contro Trump, e’ cosa loro, ma dovrebbero usare il loro Paese per protestare non l’Italia. I panni sporchi lavateveli a casa vostra.

  • lucia 3 gennaio 2020

    Condivido in pieno il commento dell’On.Gasparri e cioè non è di certo un’idea brillante di invitare sul palco dell’Ariston Michelle Obama e non comprendo nemmeno l’invito della giornalista Rula Jebreal che ha lasciato l’Italia dicendo che non avrebbe mai più messo i piedi nel nostro Paese perchè razzista. Di fronte a questi atteggiamenti perchè la RAI non prende decisioni riflettendo anche il fatto che negli USA ci saranno prossimamente elezioni del Presidente. Personalmente accettare questi personaggi ritengo sia una mossa di pessimo gusto.

  • federico 3 gennaio 2020

    Non credo che il Festival di Sanremo sposterà il risultato delle elezioni americane… comunque chi ha dato l’imprimatur a Giuseppi?

  • maurizio pinna 2 gennaio 2020

    Da quando i compagni sono al potere ogni accadimento o ricorrenza viene usata per colpire il nemico politico, si tratti del 25 aprile, come del Festival. Fulgido esempio di “democrazia” anarco-comunista, accettata e giustificata dal rosso mucchio selvaggio and company.

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