Alle Sardine di Bologna non piacciono le urne ma annunciano: “Siamo l’alternativa alla destra”

domenica 19 gennaio 19:28 - di Redazione
Sardine a Bologna foto Ansa

L’acquario di Piazza VII Agosto di Bologna accoglie le sardine. Diversi siti parlano di oltre 35.000 persone che stanno partecipando all’evento “Bentornati in mare aperto”.  Un mare in cui nuotando parecchi squali della sinistra. Eppure si urla al ritorno in piazza delle persone. Della gente. Come se fosse sempre possibile non connotare politicamente chi decide di scendere in piazza. E già si parla di “grande vittoria della piazza”. Di “svolta politica” per il Paese. Un eccesso di considerazione che tra i vari interventi registrati oggi sull’evento bolognese, la presidente dei senatori di Forza Italia, Anna Maria Bernini, ha bocciato e rispedito al mittente con sferzante ironia. «Le Sardine si sono già montate la testa, arrivando a definire la manifestazione di oggi a Bologna addirittura come una svolta per la politica. In realtà questi giovin signori di pariniana memoria sono soltanto l’ennesima riedizione dei tanti movimenti costruiti nei laboratori artificiali della sinistra. Ne abbiamo visti tanti, ora è la volta dei pesciolini rossi: ma quale svolta epocale?»…

Sardine a Bologna, si auto-elogiano e parlano di svolta per il paese

«È una svolta politica per il Paese – commenta il portavoce delle sardine, Mattia Santori -, si dimostra ancora una volta che le piazze tornano a essere piene. Che quello che vediamo e respiriamo sul web non corrisponde a realtà. E che c’è una richiesta di una politica diversa da parte della cittadinanza. Che non è per forza giusta o sbagliata, ma semplicemente parte dal buon senso e dal volere un altro tono della politica». «Questo è stato il nostro inizio – aggiunge – e per quanto continuino a chiederci di andare oltre, di affrettare i tempi, evidentemente ancora siamo feriti da un dibattito politico che non ha rispettato le persone». Ma a parte le lagnanze sui toni alti dello scontro e sul livello basso del confronto tra gli schieramenti politici attivi sulla scena, le sardine continuano a latitare sul fronte delle proposte. Delle dichiarazioni d’intenti. Della definizione di un campo in cui riconoscersi. Muoversi. Presentarsi. Anche se sia pur nicchiando, fanno sempre più fatica a smentire chi vuole il neonato movimento ittico nato da una costola del Pd.

Ma tra supercazzole e silenzi imbarazzanti, sono sempre i soliti pesciolini rossi

E così, al momento, tra supercazzole e silenzi imbarazzanti, l’unica definizione in cui le sardine provano a riconoscersi è quella secondo cui sarebbero la prima, vera, alternativa al sovranismo.  «Non abbiamo mai voluto esserlo, ma abbiamo capito che per tante persone siamo la prima vera alternativa al sovranismo e al populismo di destra», afferma Mattia Santori a margine dell’evento in corso a Bologna. «Non era stato previsto all’inizio – aggiunge –. Per noi è una grossa responsabilità. Ma anche una speranza per quello che potrà avvenire da qui in futuro». Il futuro, già: in tanto per il presente negano l’ultimo di un democratico ricorso alle urne e, contraddicendosi dal minuto dopo, sostengono Bonaccini del Pd per la prossima prova delle urne in Emilia Romagna. Tanto che, ancora poco fa, a riguardo Giorgia Meloni su Twitter ha commentato: «Per le Sardine “in un Paese normale non c’è bisogno di fare campagna elettorale”. Per loro è inutile votare in #EmiliaRomagna. Darebbero la vittoria direttamente a Bonaccini del Pd. Ma gli italiani sanno bene cos’è la democrazia e il #26gennaio avranno possibilità di dimostrarglielo».

 

Commenti

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  • Paolo 20 gennaio 2020

    Quanti erano effettivamente gli emiliani ieri?

  • maurizio pinna 19 gennaio 2020

    Mancavano solo i “nuovi liberatori”, unica alternativa….La leggenda dei “vecchi liberatori” raccontava che avevano salvato l’Italia DA SOLI, niente truppe alleate, niente strategie, per liberare bastava avere in tasca la tessera del PCI e saper cantare qualche canzonetta e via. Questi di oggi affermano che basta occupare una piazza, raccontare un paio di fregnacciate, sventolare delle figurine e là, il gioco è fatto. Siamo abituati ai venditori di fumo, ai paraninfi, agli opportunisti della politica , agli incantatoti, ma non ci abitueremo mai ai fessi col pesce in mano che gli vanno dietro, convinti che domani si risveglieranno tutti più ricchi, felici e contenti.

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