Reddito di cittadinanza, FdI stana l’ultima beffa: gli stranieri lo riscuotono anche con un lavoro all’estero. Ecco la falla…

domenica 22 Dicembre 10:58 - di Redazione
Reddito di cittadinanza agli stranieri foto Ansa

È solo l’ultima follia del reddito di cittadinanza: anche gli stranieri con un lavoro all’estero incassano il bottino garantito dal sussidio. «E io pago…», diceva Totò in una famosa sequenza di uno dei suoi successi: “Signori si nasce”

Reddito di cittadinanza: l’ultima beffa a favore dei migranti

E altro che signori siamo noi… A giudicare dalla denuncia di Fratelli d’Italia, puntualmente ripresa e rilanciata dal sito de Il Giornale, “chi ha un permesso di soggiorno permanente può aggirare i paletti imposti dalla legge”. Insomma, ecco stanata l’ennesima falla nel piano. Un “inguacchio” che può costare caro ai contribuenti italiani. Da quanto si legge sul sito del quotidiano milanese diretto da Sallusti, infatti, «gli stranieri con permesso di soggiorno permanente. Ovvero quelli che non sono cittadini del nostro Paese. Ma ai quali viene riconosciuto il diritto di stare in via definitiva in Italia senza dover per forza ripresentare domanda ogni anno. Col trucchetto dell’agevolazione introdotta dal Movimento 5 stelle possono letteralmente essere mantenuti a spese dello Stato. Anche per anni»…

Ecco come uno straniero che vive all’estero può raggirare le restrizioni

Una vera e propria beffa. Che consente a uno straniero di raggirare obblighi e clausole del reddito di cittadinanza. Stanata dal responsabile nazionale immigrazione di Fratelli d’Italia, Paolo Diop e da quello regionale della Toscana, Andrea Romiti. Dunque, a quanto si apprende dalla denuncia, la piattaforma legislativa europea non dà adito a fraintendimenti. «Dopo almeno 5 anni consecutivi di soggiorno legale in un altro Paese dell’Unione si acquisisce automaticamente il diritto al soggiorno permanente. Si può quindi chiedere un documento di soggiorno permanente che conferma il diritto a soggiornare in modo permanente nel Paese in cui si vive, senza particolari condizioni».

Una formula ad hoc voluta dai soliti buonisti…

E c’è di più. Come riferisce e sottolinea Il Giornale, infatti, uno straniero che avanzi la richiesta del rdc, è comunque agevolato «anche perché le autorità competenti non possono più chiedergli di dimostrare che ha un lavoro. Che dispone di risorse sufficienti. Di un’assicurazione sanitaria, ecc»… E dietro quell’eccetera si annida l’ennesima beffa ordita a danno degli italiani in nome dell’assistenzialismo coatto imposto dai buonisti del politically correct che sul business dell’accoglienza hanno costruito imperi finanziari.

Tutte la tappe del raggiro possibile del reddito di cittadinanza

Dunque, riporta e sbugiarda il sito de Il Giornale, «chi ha diritto al reddito di cittadinanza? Secondo quanto riportato sul sito del governo, “cittadini italiani o dell’Unione europea. Cittadini di Paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo. O apolide in possesso di analogo permesso. Cittadino di Paesi terzi familiare di cittadini italiani o comunitario titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente. Titolare di protezione internazionale”. Il requisito è che si stia in Italia da 10 anni di cui almeno gli ultimi 2 consecutivi». In nome e per conto di tutto questo, dunque, si giustifica e scatta la famosa “falla del piano”.

Ecco la “falla” denunciata da FdI

Una falla denunciata e illustrata da FdI dal suo esponente Diop che, come riporta il sito del quotidiano milanese, sottolinea: «Questo comporta che uno straniero dopo questo periodo, se perde o lascia il lavoro percepisce la disoccupazione per circa due anni. Subito dopo scatta il reddito di cittadinanza. Se funzionasse il meccanismo del ricollocamento lavorativo, ovvero del percorso previsto dai 5 stelle, sarebbe diverso, ma in realtà non è così. «Assistiamo al fatto – prosegue Diop – che le persone italiane che ne hanno diritto e bisogno davvero magari possano trovarsi scavalcati dai furbetti che usano questo escamotage»… Insomma, come è chiaro ormai, e come argomenta sempre Paolo Diop a Il Giornale, «queste persone potrebbero andare all’estero e lavorare tranquillamente e intanto percepire il reddito di cittadinanza dall’Italia. Tutto ciò comporta un danno enorme allo Stato. Nessuno ha fatto notare finora questo punto, ma Fdi lo porterà avanti come sua battaglia per il futuro. Troviamo ingiusto che ci sono italiani che non arrivano a fine mese – dice ancora – e chi fa il furbo alle loro spalle riesce ad avere un mucchio di soldi”. E tutto grazie ai 5 S immigrazionisti e alla loro apertura a sinistra…

 

 

Commenti

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  • Antonio 30 Gennaio 2020

    Ma che dici il r.d.c. non è cumulabile , quindi dopo un mese viene detratto e poi non sono soldi liquidi. Che fa va avanti e in dietro ogni mese ???