Rapine in casa, Roma da incubo. Il racconto: «Mi tenevano per il collo, erano stranieri»

sabato 7 dicembre 14:19 - di Mia Fenice

È allarme rapine in casa a Roma. In due mesi ci sono stati undici episodi. Ma negli ultimi quindici giorni con l’arrivo del Natale le rapine si sono intensificate. A fare il punto sulla drammatica situazione è il Messaggero. Un padre e un figlio sono stati sequestrati in casa in via Quinzio Flaminio tra l’Appia Nuova e il Parco degli Acquedotti da una coppia di uomini. I malviventi armati di pistola li hanno rapinati di diecimila euro. C’è poi il caso di un imprenditore con sua moglie e sua figlia anch’essi sequestrati in una villa da una banda di finti poliziotti che è poi fuggita con un bottino di 50mila euro. E ancora: un farmacista al Trieste-Salario rapinato da un gruppo di malviventi che lo ha aspettato sotto casa. E una signora è stata rapinata nel suo appartamento sulla Batteria Nomentana. Sono questi gli ultimi episodi contati nella Capitale in due settimane appena.

Rapine in casa, fermati due albanesi

Gli agenti della Squadra Mobile hanno fermato martedì scorso due cittadini albanesi Memaj Igli e Dautaj Gentjan, 31 e 42 anni ad Ardea, già ricercati dalla polizia straniera per una sparatoria avvenuta lo scorso maggio nel coffe-bar A&B Mazana all’interno di un centro commerciale di Valona durante la quale rimase ferita una persona. I due, secondo le segnalazioni del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia della Direzione Centrale della Polizia Criminale, si trovavano nella Capitale a bordo di una Mercedes classe A.

La drammatica testimonianza

«Ero in camera da letto, con il mio cane seduta sul pavimento. Quando ho creduto di morire. Hanno fatto irruzione nella stanza tre individui incappucciati. Uno di loro mi ha preso con il braccio il collo e mi ha tenuta stretta». A parlare è la signora di 65 anni, che giovedì pomeriggio, è rimasta in balia di tre criminali nella sua abitazione in zona Batteria Nomentana. La donna, che ha raccontato la sua terribile esperienza al Messaggero, ha dei lividi al collo. È ancora spaventatissima. «Mi ha preso per il collo senza mai lasciarmi – ha raccontato la vittima della rapina con sequestro di persona – Il complice mi teneva le mani sugli occhi in modo che non potessi vedere nulla. Sono entrati dal balcone, forzando una finestra. Sono sicura che erano stranieri dell’Est Europa. Ho creduto di morire». La rapina è avvenuta alle sei del pomeriggio, quindi, i banditi non hanno temuto neanche i tanti passanti e automobilisti che c’erano a quell’ora.

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