Metro C, il governo “regala” dieci milioni di euro alla Raggi. E lei tira un sospiro di sollievo

venerdì 27 dicembre 15:22 - di Mia Fenice
Raggi

Il governo “regala” con la legge di bilancio dieci milioni di euro a Virginia Raggi. E lei può tirare un respiro di sollievo. «Finalmente – dice – questo governo ha deciso di ascoltare le istanze di Roma Capitale. E come primo segno tangibile ha stanziato dieci milioni per il completamento del tunnel fino a Piazza Venezia. Da anni sollevavamo il punto di come i finanziamenti fossero inesistenti e l’opera non potesse andare avanti. Metro C è un’opera che vede la partecipazione congiunta di Roma Capitale Regione Lazio e governo, si lavora in tre, non si può lavorare da soli». Ma bastano dieci milioni per far ripartire Roma? A Roma non c’è solo il problema della metro C. Dal governo non è arrivato nessun aggiornamento del ruolo di Capitale rispetto alle sfide della modernità e della competizione globali. E i romani sono stanchi di essere presi in giro e di dover fare i conti quotidianamente con mille emergenze. C’è il problema dei rifiuti, ci sono gli autobus che prendono fuoco. Le scale della metro si inabissano. E poi c’è l’invasione di topi e cinghiali. Di tutto ciò non si parla.

Raggi e De Micheli

Il ministro delle Infrastrutture Paola De Micheli in visita al cantiere della metropolitana C si limita a confermare che «questo governo lavora per migliorare la vita dei cittadini. E questo finanziamento di dieci miliardi per la metro C di Roma va in questo senso. Roma è la vetrina italiana nel mondo – aggiunge il ministro – e dobbiamo in futuro muoverci senza auto per fare un salto di qualità nella mobilità dei romani e dei turisti che visitano la città». La De Micheli annuncia che «presto ragioneremo sui modelli di governance per completare la rete delle metropolitane della città. Il ministero dei Beni Culturali ha un ruolo fondamentale quando si costruisce una grande opera come questa in una città storica. Questa visita deve essere un segnale anche ai cittadini di Roma, di un impegno del governo e delle istituzioni di risolvere i problemi, punto dopo punto, perché quello che decidiamo oggi verrà goduto fra qualche anno, ma questo non ci limita nella responsabilità di deciderlo subito, bene e di finanziarlo». Ma di tutto il resto non si parla.

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