Meno di 315 euro per 231 mq: Gasparri costringe il governo a fare chiarezza sulla casa della Trenta

sabato 21 dicembre 15:42 - di Viola Longo
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Tanto erano chiare le domande, tanto sono incomprensibili le risposte. Eppure, qualche dato chiaro emerge dalla lunga replica che il ministro della Difesa Lorenzo Guerini ha fornito all’interrogazione del senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri sull’affaire dell’alloggio militare che l’ex ministro Elisabetta Trenta si è palleggiata con il marito, il maggiore Claudio Passarelli, dopo che lei ne aveva perso la titolarità.

L’interrogazione di Maurizio Gasparri

Gasparri, quando il caso è esploso, ha rivolto al ministro nove domande. Andavano dai vari aspetti dell’iter burocratico seguito per realizzare quel gioco delle tre carte in chiave immobiliare, all’esistenza di graduatorie per le assegnazioni. Dalla titolarità del marito della Trenta a ottenere la casa, ai suoi esatti metri quadri, fino all’entità dell’affitto pagato per occuparla. Domande, insomma, per fare chiarezza su una vicenda che la diretta interessata, prima del passo indietro e della rinuncia, ha tentato di minimizzare. Finendo anche per inanellare qualche clamorosa gaffe. Bene, per tutta la parte che riguarda l’iter amministrativo, la risposta di Guerini a Gasparri si connota come una lunga supercazzola in ministerialese, difficile da capire per chi non sia addentro alla normativa.

Per il marito della Trenta vale una “eccezione”

Se ne evince, però, che la “predesignazione” della casa al maggiore Passarelli, dopo che la moglie aveva smesso di essere ministro e aveva quindi perso i titoli per abitarvi, si sia basata su una “eccezione”. Alloggi di quel tipo, infatti, non possono essere assegnati a chi è già proprietario di casa “nell’ambito della circoscrizione in cui presta servizio”. Circostanza che, come conferma anche la risposta all’interrogazione, in effetti sussiste. Si tratta della famosa casa al Pigneto, di cui la stessa Trenta parlò, lamentando che la zona era poco sicura perché infestata dagli spacciatori. Ma, ha spiegato Guerini, esiste una “eccezione per i titolari degli incarichi di particolare rilevanza quando gli alloggi siano ubicati all’interno o nelle immediate vicinanze di installazioni militari e comprensori militari”.

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