Brexit, per visitare il Regno Unito non basterà la carta d’identità

lunedì 2 dicembre 18:01 - di Redazione

Un sistema di visti elettronici simile a quello utilizzato negli Stati Uniti. Sarà questo lo strumento che il Regno Unito adotterà dopo la Brexit nei confronti dei visitatori provenienti dai Paesi Ue e del Commonwealth. Il nuovo sistema di Electronic Travel Authorisation (Eta), ha spiegato il ministro dell’Interno Priti Patel, renderà più agevoli le verifiche alle frontiere e faciliterà l’individuazione delle persone a rischio. Un sistema già collaudato nell’America di Trump. 

Le altre misure che entreranno in vigore dopo il distacco dall’Unione Europea comprenderanno un nuovo sistema di conteggio dei visitatori in entrata e in uscita dal Paese e lo stop all’uso delle carte di indentità da parte dei cittadini Ue per gli ingressi alle frontiere, al posto dei passaporti. Con la fine della libertà di movimento per i cittadini Ue, inoltre, alle frontiere britanniche verranno introdotte nuove misure per fermare gli ingressi dei cittadini europei con precedenti penali.

Quali disagi per gli italiani

Anche i cittadini italiani saranno soggetti alle nuove regole e ai maggiori controlli come tutti gli abitanti della Ue. Ma per gli italiani sorge un’ulteriore complicazione. I nostri connazionali non potranno più utilizzare la carta d’identità per l’espatrio. La Gran Bretagna infatti accetterà solo i nuovi passaporti biometrici nella concessioni di visti. Il ministro Patel ha dichiarato che le carte di identità, spesso utilizzate dai cittadini europei, soprattutto da italiani e greci, sono «facilmente falsificabili» e rappresentano quindi un rischio per la sicurezza nazionale.

Brexit, decisive le elezioni tra una settimana

A ogni buon conto, tutte le norme previste potrebbero entrare in vigore solamente in caso di affermazione dei conservatori alle elezioni della prossima settimana. Solo in quel caso, la Brexit entrerà in vigore il 31 gennaio. A quel punto, come promesso da Boris Johnson, il governo metterà in atto questo piano. Ma in caso di sconfitta dell’attuale premier, tutto sarebbe rimesso (ancora una volta) in discussione.

 

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