Gran Bretagna, elezioni anticipate. Johnson non ha paura: Mattarella e Conte prendano esempio…

martedì 29 ottobre 14:21 - di Tito Flavi

Niente paura siamo inglesi. La Gran Bretagna va verso le elezioni anticipate.  I laburisti dicono sì a Boris Johnson. Il premier ha presentato oggi una legge per votare il 12 dicembre. E anche l’opposizione è d’accordo.  A Mattarella, Conte, Renzi, Di Maio e Zingaretti fischieranno sicuramente le orecchie. In Italia, per presidente, premier e dignitari vari  il voto anticipato è tabù. Per non votare, le inventano tutte: dall’Europa al meteo.

Nella Gran Bretagna di Boris Johnson non è così. Non solo votano nel pieno della bufera Brexit. Ma votano persino a dicembre. E pure nella latitudine del Mare del Nord. E dire che il voto sarebbe un rischio per tutti. Ma la sinistra inglese di Corbyn  è fatta di un’altra pasta. Non sono fifoni come i loro compagni italiani. E, soprattutto, rispettano il popolo sovrano.bSenz

Queste le motivazioni di Corbyn. “Ho detto ripetutamente che siamo pronti per un voto e che il nostro appoggio dipende dal fatto che una no-deal Brexit sia ormai esclusa”. “Abbiamo sentito dall’Ue che l’estensione dell’articolo 50 al 31 gennaio è stata confermata. Quindi per i prossimi tre mesi, la nostra condizione di escludere la possibilità di un no-deal è stata soddisfatta”. Senza fare troppi calcoli utilitaristici.

Ecco, da parte sua, quello che dice Boris Johnson. “La Camera non può continuare a tenere in ostaggio questo paese”.  L’Italia invece continua a essere ostaggio di una oligarchia disperata.  E paurosa. Nel Paese monta la protesta. Il voto di domenica in Umbria è stato un avviso di sfratto. Ma lorsignori non mollano. Rimangono abbarbicati alle loro cadrege. Prendono tempo. Sperano forse in colpo di fortuna.  Ma, così facendo, peggiorano la loro situazione. La sinistra italiana  è proprio messa male. E sia Conte sia Zingaretti rapprsentano sicuramente il punto più basso della sua storia.

Commenti

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  • Giuseppe Forconi 3 novembre 2019

    Ci risiamo, ma la UK e’ un Paese serio e sa gestire la politica, noi “NO”, i nostri si preoccupano per la poltrona che comporta stipendio assicurato, perche’ se buttati fuori non sapranno di che vivere, incapaci anche di prendere una vanga e piantare patate. Ma il nostro direttore d’orchestra cosa aspetta a buttare fuori questi stonati orchestrali da strapazzo e mandarci alle urne?////?????? Aspetta e spera che………!!!

  • federico 30 ottobre 2019

    Per favore, non prendiamo esempio da questo buffone! Ne abbiamo già di pagliacci in Italia, uno in particolare! Ricordiamo quando voleva vietare a Trump di atterrare a Londra? Elezioni? Inizi col rifare il referendum Brexit

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