Silvia Romano è in Somalia nelle mani di un gruppo islamista. L’Italia pensa alla rogatoria

lunedì 18 novembre 15:15 - di Redazione
silvia romano

La cooperante italiana Silvia Romano sarebbe nelle mani di un gruppo islamista in Somalia. Questa la sorte attuale della volontaria milanese sequestrata il 20 novembre scorso nel villaggio di Chakama in Kenya.

Silvia Romano è ostaggio di un gruppo jihadista

È il risultato delle indagini portate avanti dalla Procura di Roma con i carabinieri del Ros. La ventiquattrenne,  portata via da un commando armato, è stata poi trasferita in Somalia. Dove si troverebbe nella mani di uomini vicini al gruppo jihadista Al-Shabaab. Al momento del sequestro Silvia Romano lavorava per la onlus “Africa Milele” .

Possibile la richiesta di rogatoria

Dall’analisi dei documenti messi a disposizione dalle autorità del Kenya è emerso che si troverebbe in un’area del Paese dove gravitano milizie legate al gruppo terroristico di matrice islamica. Ora gli inquirenti stanno valutando  l’ipotesi di inviare una rogatoria internazionale alle autorità della Somalia.

Sequestro su commissione

In base a quanto accertato dagli inquirenti, prima e dopo il sequestro ci sono stati contatti telefonici tra gli autori del rapimento e la Somalia. Altro elemento acquisito è che si è trattato di un sequestro su commissione. Inoltre i mezzi (armi e moto) di cui erano dotati i rapitori sono giudicati “sproporzionati” rispetto al livello medio delle bande criminali kenyote. Infine, la fuga da un centro commerciale nella città di Chakama, a circa ottanta chilometri da Malindi, è avvenuta in direzione della Somalia.

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