Sgarbi controcorrente: «La scorta alla Segre? Inutile. Anche io ricevo minacce di morte» (video)

sabato 9 novembre 11:51 - di Redazione

Vittorio Sgarbi, come sempre, non si adegua al “politicamente corretto”. Neanche sul caso di Liliana Segre, la sopravvissuta all’inferno di Auschwitz, ala quale riserva parola di stima e di affetto, ma anche sincerità massima. Su quel punto cruciale, già toccato da Matteo Salvini, della scorta che da due giorni la segue: «È una sconfitta: è l’ammissione di un rischio che io non vedo. Sono minacce arrivate sui social, di cui la Segre fino a poco tempo fa neanche era a conoscenza delle minacce. Quelle che riceve Salvini e che ricevo io sono più gravi ancora…».

In studio, nel corso di “Ottoemezzo”, in una puntata tutta dedicata al presunto (dalla Gruber) antisemitismo della Lega e della destra, la conduttrice sbianca. Ma Sgarbi, come al solito, non fa sconti a nessuno. E poco importa che qualche ora prima che si recasse a trovarla, lo stesso Salvini aveva espresso più o meno quei concetti: «Le minacce contro Segre, contro Salvini, contro chiunque sono gravissime. Ma anche io ne ricevo quotidianamente».

Sgarbi e l’imbarazzo della sinistra sulla Segre

La sinistra, non a caso, non ha gradito molto l’incontro tra Liliana Segre e Matteo Salvini. Come dimostrano le parole del sindaco di Milano: «Spero che Liliana Segre abbia un po’ incalzato Salvini ieri e lo abbia convinto a cambiare atteggiamento, altrimenti rimane solo un finto volersi bene. O una certa destra cambia approccio, o il nostro Paese va in una direzione che mi voglio rifiutare di pensare sia italiana».

In studio, ieri sera, a dibattere con Sgarbi (collegato da un’altra redazione) c’era anche Marianna Aprile, giornalista di Oggi decisamente orientata su posizioni di sinistra “gruberiana”. Tra uno spot per il suo libro e un altro, la Aprile ha insistito sul tema dell’antisemitismo del centrodestra salvianiano. E quando Sgarbi ha fatto notare a lei e alla Gruber che esiste un vero e molto più grave antisemitismo di sinistra, la conduttrice in studio ha risposto stizzita: «Sì, ma stasera il tema è quello di destra…». No comment.

Le accuse a M5S e Pd

La serata è scivolata via, poi, sulla politica: «I 5 Stelle vogliono stare dentro, nei posti di potere, perché se si va a votare spariscono. Rimangono in una posizione abusiva, perché troppo forte il peso politico delle europee e del voto in Umbria che li ha dimezzati. Sono buon amico della stragrande dei deputati dei 5 stelle. Sono bravi ragazzi, e sanno che non torneranno più. Sono disperati perché hanno capito che hanno perso il rapporto col popolo. È il partito dell’ex vaffanculo che ora ha mandato a fanculo loro». Poi la chiosa finale sul premier: «A Giuseppe Conte riconosco il coraggio della disperazione, perché non ha vie d’uscita.  Pd e 5 Stelle, come da sempre sostiene Sgarbi, si sono infilati in un vicolo cieco. 

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