(S)cultura dell’odio: fa discutere la statua di Salvini che spara ai migranti. In mostra a Napoli

sabato 23 Novembre 14:21 - di Redazione
statua di Salvini

Fa discutere la statua di Salvini esposta in mostra a Napoli. Provano a dare addosso a Matteo Salvini anche con la scultura. Oggi a Napoli s’inaugura la collettiva Virginem=Partena, curata da Biancamaria Santangelo, nella galleria Nabi Interior Design di via Chiatamone. E tra le opere esposte, una soprattutto salta agli occhi: quella che raffigura il leader del Carroccio che, armato di un’enorme pistola, spara a due africani in versione zombie. E guarda caso, facendo il verso a una frase del leader leghista, la proposta scultorea s’intitola “La pacchia è finita!»…

La statua di Salvini che spara contro i migranti zombie

L’ha creata Salvatore Scuotto, del gruppo della Scarabattola, tra le note formazioni di maestri presepiali “controcorrente”. Quelle, per intenderci, che hanno inserito donne nude, diavoli e femminielli nelle natività. Poteva mai mancare un “prototipo artistico” di Salvini-killer che spara ai migranti? Ne dà notizia il sito del quotidiano Il Mattino. E la riprende l’Adnkronos che specifica: «Alla collettiva Scuotto partecipa in proprio. E infatti ha adottato un nome d’arte, Morales, per l’esordio di questa sua carriera da solista». Una carriera, è evidente, che esordisce con la traduzione plastica di un avversione politica, prima, personale poi, maturata nei confronti del numero uno della Lega. tanto che, come riporta l’agenzia giornalistica citata, l’artista stesso spiega e commenta: «Mi sono stancato e ho messo tutto quello che provo in queste sculture. Quando mi hanno invitato alla mostra non volevo partecipare, poi ho annunciato che avrei creato volutamente qualcosa di disturbante e la proprietaria dello spazio, Bianca Santangelo, mi ha dato massima libertà».

«Ho messo tutto quello che provo in queste sculture»

E lui ne ha attinto a man bassa. Tanto che lo stesso Scuotto, come riporta Il Mattino, fa ammenda e ammette che in alcuni casi «la mano è scappata. Mentre mettevo insieme il mio contributo l’ho guardato e ho detto – dichiara l’artista irriverente – che cosa ho combinato»?

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