Repubblica ricomincia con l’odio e una rubrica per la caccia all’uomo. Intitolatela “Le Iene”

martedì 26 Novembre 6:00 - di

­Chissà che effetto farà a Paolo Berizzi di Repubblica la foto qui sopra. Il giornalista, immortalato dal nostro fotomontaggio, provi ad immedesimarsi nei panni di Matteo Salvini, quando gli odiatori rossi gli dedicarono sulla rete il medesimo pensiero. O in quelli di Giorgia Meloni, anche lei a testa in giù centinaia di volte sui social. Ma Berizzi ha il torcicollo e non guarda a sinistra. Non ricordiamo la sua durissima condanna per quell’immagine del leader leghista. Perché l’odio deve riguardare solo la destra, pare una parola d’ordine ormai. Con la voglia di istigare le teste calde che sono ovunque. Perché ci ha fatto rabbrividire un suo tweet di ieri mattina, che annuncia da oggi su Repubblica una sua “rubrica quotidiana: si intitolerà #PiovonoPietre. Ogni giorno racconterò un episodio di razzismo, fascismo, nazismo, antisemitismo, bullismo politico, sessismo”. Aspettiamoci un minestrone di antifascismo e fakenews.

Altro che commissione Segre. Ormai si scatenerà il ludibrio quotidiano. Guai a chi solleverà un braccio, a chi conserverà la bandiera del nonno, il cimelio che gli fu regalato. Arriva Berizzi, lo straordinario investigatore che andò a scoprire persino un pericoloso stabilimento balneare a Chioggia. La caccia è aperta.

Per consulenze fasulle chiedere ad Alessia Morani

Ovviamente, una cosa del genere scatenerà l’emulazione, tra chi farà a gara per campeggiare su una rubrica giornalistica e chi invece a segnalare la camicia scura, -non-so-se-blu-notte-o-nera-dottore, del vicino di casa. Ci sarà anche un indirizzo mail per l’opportuna opera di spionaggio caciarone. Chissà se Berizzi si avvarrà anche della consulenza di Alessia Morani, l’attentissima storica di governo che spacciò persino la bandiera tricolore come una conquista della resistenza antifascista…

Commenti

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  • Francesco Ciccarelli 26 Novembre 2019

    Lasciamoli cuocere nel proprio brodo. Le prossime elezioni saranno come la “marcia dei quarantamila”.

  • ADRIANO AGOSTINI 26 Novembre 2019

    Non capiscono l’enorme responsabilità che si prende Repubblica e i suoi accoliti. Eppure dovrebbero ricordare molto bene gli eccidi di D’Antona e Biagi scatenati dal loro odio. Se dovesse mai succedere qualcosa i VERI RESPONSABILI SONO LORO.

  • Sandro Cecconi 26 Novembre 2019

    Storace,

    questa iniziativa è parte della strategia studiata dall’intera sinistra che via via si sta dispiegando sempre più rapidamente in conseguenza della pubblicazione dei vari sondaggi che premiano la coalizione di centro destra con oltre il 51%, quello di SWG, pur con la quasi totalità dei media che continuano a martellare a reti unificate, carta stampata e reti televisive, denigrando e demonizzando in qualsiasi modo persino con falsità mostruose. Tale demonizzazione va comunque ricordato che è iniziata circa 6/9 mesi prima delle elezioni dello scorso anno in modo strisciante e subdolo come loro fanno da sempre e man mano con sempre maggiore intensità.

    Quindi si prepari pure a dover scrivere editoriali anche molto duri in risposta agli attacchi che riceveremo con sempre maggiore violenza. Anzi, sono pronto a scommettere che stanno ricercando il morto per poi addossare la colpa alla nostra coalizione. Giorgia sia ieri sera che questa mattina ha riportato un pezzo del documento ufficiale delle c.d. “sardine”. Sono rimasto basito per la violenza espressa verso di noi. Ma è stata solo Giorgia ad averlo fatto perché come sempre è la più preparata. E dire che quel c.d. movimento è stato salutato, sempre a reti unificate, come il movimento dell’amore contro l’odio. Odio ovviamente rappresentato dalla nostra coalizione secondo quelle teste bacate della sinistra e dei loro plauditores sempre alla ricerca di un padrone da servire.

    Mi creda a questo punto c’è da averci davvero paura di questo stato di cose che considero a tutti gli effetti l’inizio di un vero e proprio tentativo di colpo di stato.

  • rino 26 Novembre 2019

    Noo, ma loro sono i democratici! Sono buoni e soprattutto hanno le certezze, prima di tutte quella di fare le cose giuste, come quei terroristi che si fanno esplodere e ammazzano gli innocenti. D’altra parte, i palestinesi terroristi e simili, sono stati sempre loro compagni fin dal tempo dei compagni comunisti, perché tutti filo russi.
    Ora le sardine si muovono perché quei giovani, impiegati nelle coperative dell’accoglienza agli stranieri, sentono in pericolo il loro posto di lavoro se passa la politica della destra.
    Ormai è stata privatizzata, dai tempi di Amato, Prodi e D’Alema, anche l’assistenza, facendo cooperative per assumere fedeli sostenitori. Tutte le amministrazioni di sinistra hanno approfittato di questo, anche le società che gestiscono le strisce blu sono servite per assumere centinaia di ex parcheggiatori abusivi e amici degli amici, attacchinari ecc.
    Se la destra non vuol percorrere la stessa strada, dopo il goffo tentativo di Alemanno, almeno renda pubblica questa porcheria e spieghi cosa c’è dietro sardine e “antifascismo”.

  • Carlo Cervini 26 Novembre 2019

    I comunisti-leninisti-stalinisti si sono un pò rammolliti, la caccia all’uomo non è mai finita dal 1944/45, prima le pseudo brigate garibaldine, poi la volante rossa, poi le brigate rosse, poi il ‘ 68 per mettere le mani sulla cultura, la scuola e l’università, poi i processi mediatici agli avversari, adesso l’anti fascismo militante condito da pacifismo ed ecologia. Loro devono odiare chi la pensa diversamente ed eliminarlo con tutti i mezzi possibili……………e la chiamano democrazia, si dei gulag e del ladrocinio fiscale!

  • Mauro Collavini 26 Novembre 2019

    Credo sia un onore far parte di coloro che le BR vorrebbero eliminare. Questo giornalista del cavolo invece starebbe bene a lavorare nelle miniere. Oggigorno, dove c’è invece tanto bisogno di confronto di idee diverse non si può utilizzare un gornale per dividere a screditare coloro che hanno idee diverse. Comunque la Repubblica è sempre stata il giornale dei servi e degli stupidi.

  • maurizio pinna 26 Novembre 2019

    La tecnica, applicata con successo nella Spagna anarco-comunista degli anni 30, è quella di martellare sistematicamente il nemico politico fino a dare il là a un gruppo di fuoco rosso che lo elimina, meglio poi se qualche politico ci dà dentro, di quei politici che piuttosto che battere il nemico nel fare, lo surclassano nel distruggere, comprese le vite degli altri. Primo della serie fu Luigi Calabresi, indicato dalla Pravda italiana, come il boia, così veniva chiamato, dell’anarchico Pinelli e di averlo personalmente spinto giù da una finestra della Questura. Poi altri a seguire, fino alla scia di sangue di Mani Pulite. In compenso silenzio assoluto sui compagni di merende: Bibbiano è solo una ridente cittadina emiliana, Battisti primo attore in un gruppo di fuoco di avanguardia operaia è un compagno che ha sbagliato ma si è redento sulle spiagge di Copacabana e Ovidio Bompressi gruppo di fuoco che assassinò Calabresi, graziato a furor di Pravda come primo atto da un ex compagno Presidente. Così si campa in questo sciagurato autunno giacobino, dove le tasse fioccano come pallottole e i preti invocano piazzale Loreto cantando “Bella Ciao”.