Quanto soffre un umano per la morte del suo cane? Lo svelerà uno studio dell’università di Milano

25 Nov 2019 19:07 - di Redazione
cane cimitero

La morte dell’amico cane, un lutto a tutti gli effetti. Un progetto internazionale guidato dall’Università Statale di Milano studia il dolore nelle persone che perdono un quattrozampe, evidenziando un impatto psicologico di intensità sottovalutata. I proprietari sviluppano forti connessioni emotive con i loro cani, al punto che, nelle società occidentali, vengono spesso considerati membri della famiglia. Tuttavia, il dolore per la morte di un animale domestico è ancora una questione sottovalutata. Esplorarla è uno degli obiettivi del Mourning Dog Project. I ricercatori hanno sviluppato e validato un questionario che è stato utilizzato per riconoscere e valutare il processo del lutto nelle persone che perdono l’amico cane.

Il questionario aiuterà ad implementare strategie sempre più razionali, efficaci e personalizzate per migliorare il benessere della vita dei milioni di persone nel mondo che soffrono per la perdita. I primi risultati sono stati pubblicati sulla rivista Animals e confermano la tendenza delle persone a umanizzare l’animale domestico. E a percepirlo come uguale agli esseri umani in termini di emozioni, bisogni e diritti legali.

I possessori di cane tendono ad umanizzarlo

L’impatto psicologico è tale che, dopo la sua morte, subentra nella persona una visione negativa della vita. Fatta di sensi di colpa, dolore, rabbia, pensieri intrusivi e rimpianti, con qualche differenza legata al genere e all’età del proprietario. Le donne, infatti, mostrano una risposta più intensa al lutto rispetto agli uomini. Ma questo potrebbe anche semplicemente riflettere una loro maggior propensione a esprimere la sofferenza. I proprietari più giovani sono invece quelli che più facilmente provano senso di colpa quando muore il cane. Ciò potrebbe dipendere dalla minor esperienza, dovuta proprio alla giovane età, che potrebbe portarli ad avere un’idea meno realistica della situazione.

Ossia a pensare che, forse, avrebbero potuto fare di più per salvarlo. E quando la morte arriva inaspettata, più intensi e profondi sono la rabbia e il senso di colpa. Questo è segno che il proprietario non ha avuto il tempo di prepararsi psicologicamente o di ricevere un supporto adeguato anche dal veterinario. Milioni di famiglie nel mondo vivono con almeno un cane e hanno quindi un’alta probabilità di vederlo morire. Tra l’altro, i cani vivono vite molto più brevi delle nostre, e ciò fa sì che la perdita di un animale domestico spesso rappresenti la prima esperienza di morte per un bambino. E inoltre un dolore che, nel corso della vita, potrà anche sperimentare anche più volte.

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