Medio Oriente, grossa novità: la maggioranza degli arabi non ne può più dei palestinesi

lunedì 18 novembre 17:48 - di Antonio Pannullo
palestinesi hamas

Perché i palestinesi rifiutano la pace? Sono decenni che il Medio Oriente è insanguinato a causa loro. Adesso anche gli arabi cominciano ad averne abbastanza. Molti arabi infatti oggi accusano i palestinesi di slealtà nei confronti dei loro fratelli. È noto che gli Stati Uniti stanno predisponendo un grande piano di pace che risolverebbe la questione con Israele. I palestinesi da anni usufruiscono di aiuti e finanziamenti per centinaia di milioni di dollari. Non solo dagli Usa, dalla Ue (Italia compresa) ma soprattutto dai Paesi musulmani. Ad esempio, il Kuwait e altri Paesi del Golfo danno loro annualmente decine di milioni di dollari. Ma con tutto questo loro hanno appoggiato l’invasione dell’Iraq nel 1990. Perché? La spiegazione è fornita in un approfondito reportage del Gatestone Institute, un think tank americano che si occupa di geopolitica.

Sauditi infuriati

I sauditi sono i più arrabbiati. Li accusano di aver perso innumerevoli opportunità e di rimanere ancorati a un rancore inestinguibile nei confronti di Israele. Malgrado negli ultimi 70 anni gli arabi si siano prodigati per loro, i palestinesi rimangono degli ingrati e peggio. Ma anche gli egiziani sono amareggiati. Ce l’hanno con il movimento armato Hamas, definito da tutti come terrorista, tranne che dalla sinistra italiana. Hamas, dicono gli egiziani, è strettamente legata coi Fratelli Musulmani, che negli ultimi anni hanno destabilizzato il Medio Oriente.

I palestinesi da parte loro non perdonano l’Egitto e l’Arabia Saudita di avere rapporti con gli Usa e con Israele.Addirittura nel 2014 gli intellettuali egiziani chiesero al governo di espellere i palestinesi dal Paese e di attaccare la Striscia di Gaza. Hamas era fortemente sospettato di aiutare i terroristi dell’Isis contro il governo egiziano. Dopo che l’Egitto aveva riempito di soldi i palestinesi, questi ultimi sostenevano i terroristi e i loro attentati. La scrittrice egiziana Lamis Jaber ha sottolineato che “mentre i palestinesi vengono curati gratuitamente negli ospedali egiziani, i leader di Hamas si rilassano negli hotel a sette stelle in Turchia e in Qatar.

Gli arabi: palestinesi, crescete

Insomma, gli arabi chiedono ai palestinesi di comportarsi da adulti, di crescere. I sauditi si sono infuriati quando hanno visto le immagini delle manifestazioni palestinesi in Cisgiordania e a Gaza. Qui la folla bruciava le bandiere saudite e le foto del principe ereditario Mohammed bin Salman. Perché? Perché secondo i palestinesi il principe sarebbe troppo vicino a Israele e agli Usa. E pensare che l’Arabia saudita ha dato ai palestinesi miliardi di dollari nel corso degli anni. Pochi mesi fa, poi, i palestinesi aggredirono il blogger saudita Mohammed Saud in visita alla moschea di al Aqsa a Gerusalemme. Tutto perché Saud propugnava la normalizzazione dei rapporti con Israele. E c’è stato addirittura chi ha proposto di affidare la custodia della moschea a Israele. Insomma, i musulmani vogliono sentirsi sicuri quando entrano nei loro luoghi di culto.

.C’è poi la questione dell’Iran. Hamas e la Jihad islamico prendono soldi a armi anche da Teheran e dalla Turchia. Ma i Paesi del Golfo oggi considerano l’Iran, e non Israele, la maggiore minaccia regionale alla stabilità. E proprio in questi giorni è avvenuto l’impensabile. Uno scrittore saudita ha condannato Hamas per i lanci di razzi contro i civili israeliani. Neanche i leader occidentali hanno osato tanto, temendo ritorsioni dei terroristi palestinesi. Lo scrittore saudita, Mohammed al-Shaikh, ha ricordato l’accusa secondo la quale i palestinesi creano problemi ovunque vadano. “I palestinesi sono una calamità per chiunque li accolga. La Giordania li ha accolti, e c’è stato il settembre nero; il Libano li ha accolti e c’è stata una guerra civile; anche il Kuwait li ha accolti e si sono trasformati in soldati di Saddam Hussein. Ora utilizzano i loro palchi per maledirci”.

I palestinesi hanno venduto le loro terre

I palestinesi poi si sono resi responsabili di un grave insulto agli arabi. In un video girato durante l’ultimo hajj, il pellegrinaggio alla Mecca che ogni mulsmano deve fare,in cui si vedono i palestinesi che sventolano le loro bandiere urlando slogan. Vi sono delle regole severe per il pellegrinaggio alla Mecca. E’ rigorosamente vietato fare attività politica. autorità saudite. “Il prossimo anno, l’hajj dovrebbe essere interdetto ai cani di Hamas, a causa del loro comportamento turpe”,ha detto al-Shaikh dopo aver visto il video. Molti arabi moderato inoltre li accusano di aver venduto le loro terre agli israeliani e di essere dei terroristi. In Europa si dice morder ela mano che ti nutre, in Arabia si dice sputare nel pozzo dove si beve. E questo è ciò che fanno i dissennati di Hamas e gli altri terroristi. Ancora più chiaro è stato Ahmad al-Jaralah, direttore di uno dei principali quotidiani queinani. “La causa palestinese non è più una preoccupazione araba. Finanziamo i palestinesi e loro ci maledicono e si comportano male. Gli arabi e i musulmani non applaudono più i palestinesi. Non dovremmo vergognarci di instaurare relazioni con Israele”.

In conclusione gli arabi ritengono che ora i palestinesi debbano pensare al loro futuro. La questione palestinese non è più una priorità per i Paesi musulmani. Mentre i Paesi arabi vanno avanti sulla strada del progresso, i palestinesi regrediscono, per giunta causando danni a tutti. La povertà e la crisi economica delle zone palestinesi sono dovute ad Hamas. Che è più occupato ad avvelenare le menti e a fare propaganda di odio anziché creare qualcosa di costruttivo e di positivo. E con i miliardi che ricevono potrebbero davvero costruire uno Stato prospero e moderno.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In evidenza