Marocchinate atto secondo: i francesi torturarono e uccisero prigionieri italiani nei lager alleati

lunedì 25 novembre 19:00 - di Antonio Pannullo

Marocchinate, le atrocità degli “alleati” stanno emergendo a distanza di 75 anni. Arriva la seconda puntata dell’orrore. Dopo gli stupri in Italia, le torture nei lager alleati. Ritrovati i “dossier della vergogna”. Una sintesi di oltre 1200 pagine della relazione che la presidenza del Consiglio dei Ministri italiano trasmise, nel 1945, alla commissione “alleata” di controllo. Pagine in cui si raccontano le atrocità commesse dalle truppe francesi contro i soldati italiani detenuti nei campi di prigionia africani. Oltre a numerosi fascicoli sulle barbarie commesse dalle truppe coloniali francesi contro la popolazione italiana, fascicoli che raccontano di stupri, violenze, omicidi che hanno interessato Campania, Lazio, Toscana, Sicilia, Sardegna, Molise e Puglia.

Dai francesi torture ai prigionieri italiani

Nei “dossier della vergogna”, vengono svelate le torture ai danni dei prigionieri, “confermando ancor di più – sottolinea a il presidente nazionale dell’Anmv, l’Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate, Emiliano Ciotti – come i francesi si siano accaniti contro il popolo italiano tutto, militari e civili inermi, per vendicare l’attacco alla Francia del giugno del 1940”. Ciotti svela come l’Anmv abbia rinvenuto nell’Archivio Centrale dello Stato di Roma “dei voluminosi fascicoli che elencano una serie di innumerevoli atti criminali, compiuti contro i nostri soldati italiani prigionieri nei campi di concentramento francesi”. “Stiamo preparando una ricca documentazione (l’Anvm dispone al momento di oltre 10 mila pagine) da inviare alla Corte internazionale dei diritti dell’uomo”, annuncia Ciotti.

Esecuzioni sommarie di soldati italiani

I documenti dicono di come i prigionieri italiani venissero maltrattati e bastonati. Alcuni di loro venivano sepolti fino al collo e lasciati con la faccia al sole, senza acqua, per giornate intere. Altri, legati ad un palo, erano costretti a girarvi intorno per ore sotto il sole. Altri ancora, implotonati, dovevano restare immobili per ore con in spalla pesanti mattoni. I malati dovevano farsi 12 chilometri sotto il sole cocente prima di andare in infermeria. Chi non sottostava a questi trattamenti trovava la morte con un colpo di pistola, altri bastonati fino alla morte. “I prigionieri, lasciati senza né cibo né acqua, venivano costretti ad arruolarsi nella Legione straniera, ma anche quella era una forma diversa di prigionia e di maltrattamenti”.

Marocchinate anche nella Tuscia e in Campania

“Continuano le ricerche storiche e dagli archivi spuntano fuori nuovi documenti che confermano ulteriormente le violenze compiute dai soldati coloniali francesi contro la popolazione civile italiana. Il presidente dell’associazione nazionale vittime delle marocchinate Ciotti, negli incartamenti conservati all’Archivio Centrale dello Stato ha trovato un rapporto dei Carabinieri di Montefiascone (Viterbo) datato 24 giugno 1944. In questa lettera un sottufficiale relaziona al comandante del Governo militare Alleato di Montefiascone, sul comportamento delle truppe francesi riguardo ai cittadini montefiasconesi. Le truppe coloniali francesi, composte da marocchini, algerini, tunisini e senegalesi, occupano la città l’11 giugno 1944. Immediatamente si danno alle razzie di vino, depredando 150 cantine, suini, ovini e pollame. Inoltre, saccheggiano le abitazioni asportando di tutto e distruggendo quello che non riescono a razziare. Nonostante le continue segnalazioni, la Polizia militare francese non interviene”.

“I coloniali francesi si macchiano di diversi delitti e uccidono Giuseppe Angeli, Abele Mezzetti, il diciottenne Luigi Carloni, Ada Andreini e il figlio di 5 anni Ivano Pelecca. Tre civili sono percossi gravemente. – prosegue l’associaizone – Oltre a furti e ruberie, i magrebini si gettano sulle donne per violentarle. Non sono risparmiati nemmeno i giovanissimi. I carabinieri segnalano lo stupro di due donne e anche di un bambino di sette anni”.

Olmi: conferma “Non solo la Ciociara”

“Ringrazio Emiliano Ciotti per aver portato alla luce questo importantissimo documento – dichiara il giornalista e scrittore tarquiniese Silvano Olmi –. Il rapporto dei carabinieri conferma quanto ho scritto nel mio libro Non solo la Ciociara. Montefiascone è una città martire – prosegue Olmi – la più colpita in provincia di Viterbo dalle violenze dei coloniali francesi, che in tutta la Tuscia si macchiarono di oltre 70 stupri. Penso sia ora che l’amministrazione comunale chieda la concessione della medaglia d’oro al merito civile. Perché gli abitanti di Montefiascone hanno patito pene indicibili durante l’occupazione delle truppe coloniali francesi. Queste ultime, oltre a macchiarsi di turpi reati, il 21 giugno 1944 bruciarono anche la biblioteca comunale, con gravissimo danno per la cultura cittadina”.

Ecco perché i francesi ordinarono le marocchinate

“Maltrattamento di popolazione civile”. È questo l’oggetto del memorandum datato 24 maggio 1944 e firmato dal generale Alphonse Juin, che getta nuova luce sui crimini ai danni della popolazione italiana nel 1944 ad opera dell’esercito coloniale francese. Un documento in cui Juin mette nero su bianco (e comunica al Comando Alleato) l’arrivo di innumerevoli segnalazioni di “atti di brigantaggio, di rapina armata e di ratto” ai danni degli italiani e ne individua la ratio in quelli che definisce i “nostri sentimenti nei confronti di una Nazione che odiosamente tradì la Francia”, l’Italia appunto, che il generale chiama “Paese conquistato”. L’eccezionale documento era all’Archivio di Stato da Emiliano Ciotti, presidente dell’Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate. Da anni Ciotti si occupa di tutelare i diritti delle donne ciociare stuprate dai goumier francesi inquadrati nel Corpo di spedizione francese in Italia. Spulciando oltre 15mila fascicoli, Ciotti si è trovato di fronte a una carta “importantissima che per la prima volta spiega perché le truppe francesi stupravano e uccidevano le donne italiane. In poche parole: risentimento nazionale per la dichiarazione di guerra dell’Italia”.

Commenti

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  • Giuseppe Forconi 27 novembre 2019

    Questi sono i risultati delle guerre. Mi domando, questi incartamenti storici escono solo ora ? a cosa servono ? ad incrementare l’odio che gia’ da tempo serpeggia ? chi volete che ne risponda di tutto questo dopo 70 anni ? Macron? Quello non ha idea neanche di come si chiama, figuratevi cosa possa dire della spedizione francese in Italia da parte di africani durante il 1944. Tutte queste barbarie e ricerche storiche della seconda guerra dovrebbero servire solo a non cadere in quella che potra’ essere ( spero mai ) terza guerra mondiale. Che servano per sapersi muovere in questo periodo nero e riconoscere chi e’ chi e guardarsi bene da chi c’e’ dietro a noi. Patti chiari e amicizia lunga.

  • Fausto Podda 26 novembre 2019

    Non mi risulta che in Sardegna siano accadute queste cose. Nessuno storico sardo ne ha mai parlato e non risultano racconti degli anziani.

  • rino 26 novembre 2019

    Dopo le foibe anche questo, “Guai ai Vinti!” disse Brenno, ma Roma si salvò con la spada e non con l’oro, come stanno facendo i nostri governi appecoronati a Francia e Germania.

  • Silvia Toresi 26 novembre 2019

    Macron che dice?

  • Nazzareno Mollicone 26 novembre 2019

    Forse non tutti sanno che nella Chiesa di San Luigi dei Francesi a Roma, accanto al Senato, vi è una lapide “in onore” delle truppe marocchine presenti in Italia nel 1944. Andatela a leggerla!

  • Luciano Bucci 25 novembre 2019

    La foto ritrae rievocatori storici delle associazioni Museo Winterline Venafro e Gustav Line Cassino 44 da uno dei fotoset dedicati alla seconda guerra mondiale in centro italia

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