Le sardine sono pesci piccoli e mediocri. Molto meglio gli animali cult dell’immaginario di destra

lunedì 18 Novembre 18:16 - di Annalisa Terranova
le sardine

Con le sardine antifasciste il vero scontro non è sui numeri, ma si trasferisce sul piano simbolico e immaginario. E su questo terreno le sarde di sinistra escono sconfitte. Nell’immaginario della destra ben altri animali hanno il privilegio di giganteggiare. Il drago della mitologia nordica, prima di tutto. Il serpente alato di tante leggende che ogni eroe che si rispetti è chiamato a sconfiggere.

Nel mito nordico dell’Edda di Snorri il drago Nidhogg rosicchia le radici dell’Albero del Mondo così come nella Genesi il serpente responsabile della cacciata di Adamo ed Eva dall’Eden diventerà il Grande Drago Rosso dell’Inferno.  Animale fantastico ma di grande potenza evocativa: il drago che diventa il Nazgul della saga tolkieniana, ucciso dalla guerriera Eowyn, fu protagonista di una testata degli anni Settanta pubblicata e scritta dalle giovani donne del Msi. Il giornale si chiamava Eowyn, e una delle copertine più belle mostrava proprio la lotta tra Eowyn e il Nazgul. Una bella illustrazione di Greg e Tim Hildebrandt. Ancora, si chiama Falkor il drago-cane cavalcato da Atreju nel libro La storia infinita. Da quella storia fantasy i giovani di destra hanno preso ispirazione per la loro festa annuale. E oggi Atreju è diventata un appuntamento fisso per Fratelli d’Italia.

Ma andiamo avanti. Gli animali che intersecano l’immaginario della destra non amano il branco, come la sardine, ma sono esemplari solitari, come le aquile. L’aquila, simbolo di luce associato all’Impero, si nutre di serpenti, simbolo del caos. Come l’aquila solitario e regale è anche il leone, che simboleggia Cristo nel romanzo di Clive Staples Lewis Il leone, la strega e l’armadio, anch’esso assai apprezzato dai lettori di destra.

Le sardine, il gabbiano e il topo di fogna

Un libro, un animale, una sfida. Questo l’itinerario che incontriamo spesso nella storia della destra. E’ il caso del gabbiano: si chiamarono “gabbiani” i giovani che seguivano il leader storico della sezione Colle Oppio Fabio Rampelli. Ma quale gabbiano? Un gabbiano molto particolare, il protagonista de Il gabbiano Jonathan Livingston di Richard Bach. Un gabbiano che punta a volare alto, che non si accontenta della vita abitudinaria dei suoi simili. Un anticonformista per il quale il volo equivale alla libertà. Anticonformista fu anche il topo de La voce della fogna, giornale satirico con cui i post-neofascisti si aprivano al dialogo con i contemporanei. Un personaggio da ripescare contro l’odierno rigurgito di anacronistico antifascismo. Per dire che le fogne appartengono al clima manicheo e plumbeo di 40 anni fa. Piacque all’epoca l’idea di raffigurare i giovani alternativi alla sinistra proprio riprendendo un luogo comune imposto da quel mondo: i topi di fogna, appunto.

Molto si potrebbe dire anche della tartaruga, ripresa dal movimento di CasaPound. Qui basti dire che essa incarna nel celebre romanzo di Stephen King, It, la forza della saggezza che aiuterà a sconfiggere il demonico clown che terrorizza la città di Derry. A destra, tirando le somme, piacciono gli animali che si collegano a un simbolo, all’idea che quel simbolo è capace di disvelare. Alle virtù che la caratterizzano. Gli animali a destra si traducono in sogni arditi o in sberleffi all’avversario ottuso. A sinistra piacciono, al momento, le sardine. Prive di ricchezza simbolica ma ricche di Omega 3, sono buone solo per le ricette di cucina. Non possiedono individualità, vivono sommerse. Non si trovano nelle favole o nei miti. Non hanno densità simbolica. Non possono spiccare alcun volo.

 

 

 

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • eddie.adofol 19 Novembre 2019

    Stavolta fanno le sardine prima facevano i girotondi poi hanno fatto i bak blok, facendo casino e rompendo vetrine dando a fuoco le macchine in sosta, poi vorremmo sapere se avevano il permesso x manifestare in quella piazza di sardine e, se ce l’avevano a quale scopo dal momento che non c’è un partito dietro, allora adesso tutti si mettono a fare le sardine x dare fastidio a qualsiasi comizio elettorale e, ora di finirla con questa aria fritta di raccomandati a fare ciò che vogliono a danno di altre persone che si comportano regolarmente come lo dice la legge. Comunque bisogna cominciare a chiudere tutti i centri sociali di destra e di sinistra perché il male della società che vuole il PdR ed il Papa sono questi piccoli terroristi appoggiati dai stessi partiti sia di dx che di sx. PRIMA GLI ITALIANI VERACI