Hong Kong, gli anticomunisti trionfano. Ma il regime cinese non cede: non gli daremo la libertà

lunedì 25 Novembre 12:57 - di Antonio Pannullo
Protesta di piazza a Hong Kong

Hong Kong, trionfo degli anticomunisti. Ma il regime comunista cinese non ci sta. L’ex colonia britannica non riavrà mai la sua libertà. Urne chiuse a Hong Kong dove, con un’affluenza record, gli elettori sono stati chiamati a rinnovare i consigli distrettuali. Ieri sera si erano presentati ai seggi 2,7 milioni di persone, circa due terzi degli elettori registrati. La partecipazione è stata maggiore nei distretti che in questi mesi sono stati teatro degli scontri tra manifestanti anti governativi e polizia cinese. Secondo i primi, clamorosi, risultati, i candidati anticomunisti e anticinesi in corsa alle elezioni distrettuali di Hong Kong hanno conquistato quasi il 90% dei seggi. Che equivale a dire 396 seggi sui complessivi 452 in palio. In questo modo Pechino è smentita. I comunisti avevano detto che la popolazione di HOng KOng non avrebbe tollerato lemanifestazioni. Ma così non è stato. Gli elettori hanno assestato un duro colpo alla governatrice Carrie Lam e al governo centrale di Pechino. Mentre è in ballo ancora l’assegnazione di due seggi, riportano i media locali, il fronte pro-establishment ha perso più di 240 seggi rispetto alla tornata elettorale del 2015.

Hong Kong, conquistati 18 seggi su 18

La schiacciante vittoria ottenuta dal fronte anti comunista nelle elezioni per il rinnovo dei consigli distrettuali di Hong Kong sembra “riflettere la disaffezione della gente per l’attuale situazione e i profondi problemi della società”. Così la leader dello Stato occupato dai cinesi Carrie Lam ha commentato il risultato elettorale, che ha visto i candidati pro democrazia vincere in tutti i 18 distretti della città. Il governo, ha detto Lam, ascolterà “con umiltà” e “rifletterà seriamente” sul risultato del voto. Ma, come detto, Pechino non ci sta. “Qualunque cosa accada, Hong Kong fa sempre parte della Cina e ogni tentativo di creare caos o mettere a repentaglio prosperità e stabilità non avrà successo”. Così il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, ha commentato durante una visita in Giappone l’esito del voto per il rinnovo del consigli distrettuali nell’ex colonia britannica, che hanno segnato ieri il trionfo delle forze pro-democrazia.

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