Convegno Ucid, Bagnasco in campo per l’Ilva. Pedrizzi: «Partecipazione, subito» (video e foto)

sabato 9 novembre 15:26 - di Redazione

Si parlava di impresa, di etica, di partecipazione, ieri, al convegno genivese dell’Ucid. Ma anche di crisi aziendali che incombono. E proprio all’attualità, stringente, per certi aspetti drammatica, non si è sottratto il Cardinale Angelo Bagnasco. Al centro delle sue riflessioni, a margine dei lavori a margine dei lavori dell’Ucid su “Nuove forme partecipative e nuovi modelli di relazioni industriali alla luce della dottrina sociale della Chiesa”, la drammatica questione dell’ ex Ilva, dopo il ritiro di Arcelor Mittal.

«Sono di sicuro preoccupato, come tutta l’Italia, per Genova, per Novi Ligure e innanzitutto per Taranto. Spero che ci sia un colpo d’ala che vuol dire di buonsenso da parte di tutti, in modo che il lavoro sia salvaguardato, il bene comune. E quindi sia promosso, sia per quanto riguarda il lavoro di tante famiglie sia per quanto riguarda in prospettiva il risanamento ambientale». Parole di speranza, quelle dell’ arcivescovo di Genova (video), pronunciate nel capoluogo ligure al convegno dell’Ucid. «Spero che non si debba chiudere o ridimensionare drasticamente l’azienda. Ho fiducia che non succeda, perché sarebbe una sconfitta grave per l’Italia», evidenzia Bagnasco. Che annuncia la sua disponibilità a una visita nello stabilimento di Genova Cornigliano “appena i cappellani del lavoro daranno un segnale”.

«Il buonsenso deve prevalere, l’intelligenza e il buonsenso, perché qui si tratta non di scaramucce di principio, ma di lavoro e vita concreta di migliaia di famiglie, è una gravissima sconfitta per il Paese». Bagnasco invita i lavoratori siderurgici “a non perdersi d’animo, a mantenere la fiducia, i nervi saldi, sono vicino a loro e alle loro famiglie, voglio assicurare che tutti quanti cerchiamo di fare la propria parte”.

Il convegno Ucid con Bagnasco e i leader dei sindacati

Riccardo Pedrizzi, presidente Nazionale del Cts di Ucid, e Davide Viziano, presidente del Gruppo Ligure di Ucid, hanno animato il convegno svoltosi ieri a Palazzo della Meridiana, a Genova, con una grande partecipazione. Dopo i saluti di Giovanni Toti, Presidente Regione Liguria e di Marco Bucci, sindaco di Genova, gli interventi di Giovanni Brugnoli, vicepresidente Confindustria per il Capitale Umano; Annamaria Furlan, segretaria generale Cisl; Tiziana Bocchi, segretaria Confederale Uil; Paolo Capone, segretario generale Ugl; Vincenzo Colla,  vicesegretario generale Cgil. Infine, le conclusioni di Cardinale Angelo Bagnasco, Arcivescovo metropolita della città di Genova e presidente del Consiglio delle Conferenze dei Vescovi d’Europa.

La relazione di Pedrizzi

Riccardo Pedrizzi, segretario dell’Ucid (Unione cristiana degli imprenditori e dei dirigenti) si è a lungo soffermato sullo strumento della partecipazione dei lavoratori agli utile e alla gestione dell’impresa, tema tradizionalmente caro alla destra. L’ex senatore si è chiesto, “se non ora, quando?”, visto lo stallo economico, la crisi delle governance pubbliche e provate e il fagocitamento delle imprese italiane da parte degli stranieri.
«Ma vi sarà la volontà politica del Governo ad iniziare questo processo? Occorrono però delle condizioni, direi così, ambientali che attualmente in Italia mancano o, nella migliore delle ipotesi, risultano insufficienti. Prima fra tutte – ha detto Pedrizzi – un mercato di capitali moderno, vivace, adeguato al posizionamento che occupa l’Italia tra i paesi industrializzati e sviluppati. E poi un sistema bancario più efficiente e privatizzato, coinvolgendo le decine di migliaia di dipendenti che in tal modo potrebbero essere maggiormente motivati e corresponsabilizzati per una vasta azione di sostegno all’economia nazionale. Ed, infine, solamente per fermarci alle variabili più importanti, una Borsa maggiormente aperta alle nuove aziende. Che non dovranno più essere costrette ad emigrare, per essere quotate, a Wall Street».
Pedrizzi ha poi concluso: «Forse, mai come ora, alcune di queste condizioni ci sono sullo scenario italiano: la volontà politica dei vari governi ad iniziare questo processo che non c’era mai stata nel passato e la disponibilità di una parte della sinistra; un atteggiamento collaborativo, quale mai si era registrato, della maggior parte delle centrali sindacali;  disponibilità delle associazioni datoriali, Confindustria in testa, che ha fatto aperture significative per l’introduzione della partecipazione agli utili. La strada resta, per la verità, ancora tutta in salita, ma il traguardo ora incomincia ad intravedersi», ha concluso Pedrizzi.
L’intervista al Cardinale Bagnasco

Commenti

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  • giovanni vuolo 10 novembre 2019

    Vedrete che alla fine si arriverà alla statalizzazione. Così l’incapacità dei 5S, sarà scaricata sul groppone degli Italiani; perché si sa, quando si privati subentra li Stato Italiano, con un governo di incapaci, andrà tutto a carte quarantotto, e ci ritroveremo un’altra Alitalia che prosciugherà le Casse statsli

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