Una parola e un fiore per Erika. Ma Roberto Saviano vuole legalizzare le droghe

lunedì 21 ottobre 12:50 - di Francesco Storace

Una parola su Erika. Una sola, Saviano, su questa ragazza ammazzata dalla droga in discoteca. E magari un fiore.

Quella ragazza aveva diciannove anni, l’età della gioia. Ma è rimasta vittima dello sballo. Non sembra fare più notizia se si muore per stupefacenti. Se accade in discoteca sì, perché lì ci vai per divertirti e non per morire. Perché il punto è questo: la droga ti ammazza.

Saviano ci spieghi perché dobbiamo tollerare la droga

Ecco perché vorremmo leggere una parola di Roberto Saviano su Erika. Una sua memorabile lezione sulla legalizzazione della cocaina finalmente interrotta dalle grida di chi non sopporta più lo sterminio della gioventù. Ma come vi permettete di istigare i nostri figli a drogarsi? La legalizzazione con tanto di pappardella contro-il-mercato-nero-della-malavita non c’entra proprio nulla. Anche se gratis, la droga distrugge vite umane. Che nessuno ci restituirà più. Ma quelli come Saviano devono fingere su tutto, anche sulla disperazione e sulla morte.

Quella ragazzina ha ingurgitato alcool e droga, una miscela devastante che l’ha mandata al creatore. Le merita due parole di dispiacere vero anche da parte di un intellettuale che ci spiega sempre come deve camminare il mondo?

Dalla droga leggera alla tomba

Promuovere la droga libera non è il miglior esempio che si possa offrire ai giovani. Basta un tweet sulla rete, magari pescato da google, per scatenare dibattiti incredibili al grido “lasciateci fare quello che vogliamo e a basso costo“. Ignoranza che inquina la salute delle persone, perché non conosciamo un solo studio che santifichi le proprietà benefiche delle sostanze stupefacenti. Cominci con la droga leggera, continui con quella pesante, finisci nella tomba.

Erika c’è finita troppo presto. E siano maledetti quelli che propagandano l’uso e il consumo di un paradiso apparente che invece ti precipita all’inferno, ti toglie la voglia di vivere. Drogarsi non è affatto un diritto, dottor Saviano, ma resta un delitto contro se stessi e contro la società. Se ne faccia una ragione.

Commenti

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  • Mameli giovanni 23 ottobre 2019

    Se invece di inveire contro persone inutili come Saviano,si iniziava a bloccarla la droga,perchè da qualche parte deve pur entrare,invece di arrestare altre vittime che sono gli spacciatori al dettaglio(che verranno rimpiazzati immediatamente)bloccavate i grandi importatori,era meglio,ma si sà quelli meglio non chiamarli in causa perchè sono ricchi e potenti,meglio prendersela con chi si droga e con chi per fame o altro fornisce le dosi ai giovani,ve la prendete sempre con i pesci piccoli,perchè con i grandi….non si sà mai!

  • Giuseppe Forconi 21 ottobre 2019

    Non si può avere succo da una rapa.

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