Statuine dell’Amazzonia nel Tevere. Il Vaticano condanna, i cattolici integralisti replicano: erano idoli pagani (video)

mercoledì 23 ottobre 15:02 - di Redazione

Statuine dell’Amazzonia gettate nel Tevere. Un gesto che continua a far discutere: da un lato i cattolici integralisti che parlano di legittima difesa della fede cattolica. dall’altra Paolo Ruffini, prefetto del dicastero vaticano per la comunicazione per il quale si tratta di un gesto privo di senso.

Le statue in legno, che rappresentavano donne indigene incinte, si trovavano nella chiesa di Santa Maria in Traspontina, a pochi passi da piazza San Pietro. Lì sono esposti altri oggetti provenienti dall’Amazzonia, in relazione al Sinodo straordinario dei vescovi sull’Amazzonia, in corso in Vaticano.

Ignoti hanno rubato le statue e le hanno poi gettate nel Tevere filmando la loro impresa. Prima del video si legge questo incipit: “Lunedì mattina alcuni cattolici coraggiosi sono entrati nella Chiesa di Santa Maria in Transpontina, vicina al Vaticano. Hanno ripulito il luogo sacro dalle varie statue di Pachamama che erano esposte per il Sinodo dell’Amazzonia. Poi hanno percorso alcuni metri per raggiungere il famoso Ponte Sant’Angelo e hanno gettato gli idoli nel Tevere”. La scena è stata registrata dall’utente Michael Del Bufalo.

Statuine nel Tevere, il Vaticano: gesto privo di senso

Paolo Ruffini ha commentato: “Abbiamo appreso dai social network di questo gesto. Posso solo dire che rubare qualcosa da un luogo, per di più sacro, è una bravata, un gesto privo di senso, che contraddice lo spirito di dialogo che dovrebbe sempre animare tutti: un furto che si commenta da solo”.

Alcuni siti collegati ai tradizionalisti cattolici difendono invece l’iniziativa. Scrive la Nuova Bussola Quotidiana: In prima istanza dobbiamo escludere che l’atto sia sacrilego perché gli oggetti non sono sacri. E non lo sono oggettivamente, perché gli unici oggetti sacri sono quelli destinati al culto del vero Dio, il Dio di Gesù Cristo. Questi oggetti sono idoli pagani e tali rimangono anche se gli indigeni, ingannandosi, credono altro. L’atto potrebbe diventare sacrilego in riferimento al luogo ove è compiuto anche su beni non sacri: furto di elemosine avvenuto in chiesa. Ma non è questo il caso perché eliminare quelle statuette favorisce il culto, perché lo difende, non lo svilisce. Quindi è un atto buono”.

Commenti

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  • Denis Clavio 24 ottobre 2019

    Đa far ribrezzo come tutti gli estremismi, poi ci lamentiamo dei mussulmani, questi signori spero vengano trovati ed abbiamo il giusto castico, per il furto e per il gesto contro una civile ed una cultural che voremmo eliminate.

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