Sindaco a vent’anni, “una missione al servizio della comunità, ne vale davvero la pena”

venerdì 4 ottobre 16:23 - di Michele Schiavi*

Un caloroso saluto ai lettori de Il Secolo d’Italia e grazie al direttore Storace per l’opportunità e l’ospitalità. Sono sindaco del comune di Onore, nella bellissima Val Seriana, in provincia di Bergamo, dal 26 maggio di quest’anno e sono stato eletto a 20 anni. La scelta di candidarmi alla guida del mio paese e della mia comunità è stata lo conseguenza naturale della mia attività politica intrapresa all’età di 14 anni sul mio bellissimo territorio. Essere sindaco non è un impegno, un lavoro o una responsabilità, ma una missione.

Prendere per mano la propria comunità e, con molta umiltà, provare a guidarla non è cosa semplice. Io ho la fortuna di amministrare un piccolo paese di montagna (a proposito: vi aspetto!): da noi la gente vede il sindaco ancora come un punto di riferimento a cui raccontare (e chiedere una soluzione) anche le problematiche della propria privata legate alla famiglia ed al lavoro e a cui spesso i sindaci possono farci poco.

Lo Stato deve ripartire dalle piccole comunità

Per me fare il sindaco però vuol dire anche questo: ascoltare, fare una partita a carte con i nostri anziani, andare a fare merenda a scuola con i nostri bimbi, trovarsi il sabato sera con i nostri giovani e passare giornate intere con le associazioni di volontari. Lo Stato (con la S maiuscola, non a caso) deve ripartire da qui: da quelle piccole comunità sparse su tutto il territorio nazionale che costituiscono la spina dorsale non solo della vita economica del paese, ma anche e soprattutto di quella sociale e culturale. Lo Stato non può e non deve dimenticarsi di noi, della montagna e di tutti i piccoli comuni. Non può e non deve dimenticarsi dei comuni e dei sindaci, la prima realtà pubblica, il primo “arto” dello Stato con cui il cittadino ha a che fare. 

Sindaco senza soldi? Comunque ne vale la pena

I problemi, le lentezze burocratiche, la mancanza di risorse finanziarie: ogni sindaco che conosco ne parla ininterrottamente. Ma sapete cosa vi dico? Se penso ai sorrisi, alle strette di mano, alle piccolissime soddisfazioni di tutti i giorni ne vale assolutamente la pena. 

 

*Sindaco di Onore

Commenti

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  • Zeffirino Signorini 5 ottobre 2019

    Caro Giuseppe, dir mosca bianca è un eufemismo. Se avessimo dei politici, delle istituzioni, con un valore di un centesimo di questi valori, l’italia sarebbe messa in ben altre condizioni.

  • Zeffirino Signorini 5 ottobre 2019

    Mi auguro che Lei abbia il coraggio di proseguire in questo modo e un giorno non si faccia corrompere dalla vecchia e anche nuova politica, questi vengono ad elemosinare i voti al momento delle elezioni e dopo non interessa più nulla della comunità dei cittadini. Purtroppo la diffidenza della gente e della mancanza di interesse nella politica che si rispecchia in tutte le comunità è dovuto alla totale mancanza di fiducia nelle istituzioni che voi dovreste e il politico serio dovrebbe rappresentare. Le auguro un buon lavoro e le auguro la fortuna di essere sempre onesto e coerente con la sua comunità.

  • Giuseppe Tolu 4 ottobre 2019

    Bellissime cose e parole, ma non credere sia così facile eh! Comunque, da parte mia tantissimi auguri. È di gente volenterosa come te che l’Italia ha bisogno

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