Olmi (Comitato 10 febbraio): «Così è nata l’idea di “Una rosa per Norma Cossetto”»

1 Ott 2019 18:11 - di Annamaria Gravino
norma cossetto

Con un gesto semplice – la deposizione di un fiore in un luogo simbolico – sabato 5, oltre cento città in tutta Italia ricorderanno il martirio di Norma Cossetto, «seviziata e uccisa perché amava troppo l’Italia», spiega la locandina dell’evento. La manifestazione “Una rosa per Norma Cossetto”, che è stata presentata oggi alla Camera, nasce da un’idea di Silvano Olmi e Maurizio Federici, del Comitato 10 febbraio di Viterbo. Sono stati loro, lo scorso anno, a farsi promotori di questo ricordo, in occasione del 75esimo anniversario del brutale omicidio di Norma, violentata e uccisa dai partigiani jugoslavi. «Viterbo è una città che sente moltissimo il 10 febbraio e che ha partecipato con calore alla deposizione di un fiore per Norma. Dopo quell’esperienza ci siamo detti “perché non farlo anche a livello nazionale?”. E così l’abbiamo proposta a dicembre all’assemblea per il rinnovo delle cariche del Comitato 10 febbraio, ricevendo subito una risposta positiva da parte del nuovo presidente, Edoardo Fonda», racconta Olmi, ricordando anche il prezioso aiuto del vicepresidente del Comitato, Emanuele Merlino.

Ad oggi siete arrivati a 110 adesioni. Vi aspettavate questa partecipazione?

In realtà, siamo partiti un po’ timorosi e abbiamo iniziato a pubblicizzare l’iniziativa il 2 agosto, solamente sui social.

E poi?

E poi abbiamo avuto subito una valanga di adesioni: a fine agosto, con la gente in vacanza, avevamo già oltre 50 adesioni. Ora siamo a 110 e ci sono anche due città americane: Arlington, in Virginia, dove c’è un cimitero militare in cui riposano due prigionieri italiani, Mario Batista e Arcangelo Prudenza, e New York, dove a Great River, a Long Island, un nostro amico italoamericano, figlio e nipote di esuli istriani, porterà un fiore presso una statua in bronzo che raffigura una ragazza.

Crede che la figura di Norma Cossetto sia entrata finalmente nella coscienza collettiva del Paese?

Credo che intorno alla figura di Norma, e anche al dramma che rappresenta, oggi esista una aggregazione che è superiore a quella che pensiamo. Io stesso ho scoperto un’Italia che non conoscevo. Pensavo di conoscerla, invece ho scoperto un’Italia fatta di esuli molto anziani che hanno organizzato l’evento nelle loro città, trascinando anche i più giovani. Ho avuto la conferma che il Comitato 10 febbraio è estremamente radicato e ramificato sul territorio. Ho scoperto l’esistenza di microcomunità di giovani e meno giovani che in vari paesi, anche piccoli, sono sensibilissimi alla memoria delle Foibe e di Norma. C’è stata una collaborazione piena con le associazioni di esuli e con l’associazione nazionale dei sottufficiali d’Italia. È stata una risposta davvero straordinaria.

Questo dal punto di vista delle adesioni “dal basso”, dei cittadini e dei comitati. Ma qual è stata la risposta delle istituzioni? Avete riscontrato resistenze ideologiche?

Qualche caso isolato. Ma in generale c’è stata una risposta molto positiva. Ci sono stati sindaci che hanno preso loro l’iniziativa di chiamarmi. Molte amministrazioni hanno dato il patrocinio, hanno deciso di partecipare con un assessore, hanno fatto propria la manifestazione facendosi anche carico dell’organizzazione. E non parlo solo di quelle a guida centrodestra: abbiamo avuto l’adesione anche di amministrazioni guidate dal liste di o vicine al centrosinistra. Poi voglio ricordare che Deborah Serracchiani ci ha mandato alla conferenza stampa di oggi un messaggio molto commovente, autenticamente partecipe.

È stata un’occasione trasversale.

Sì. Ci è arrivato il suo messaggio e c’erano Luca De Carlo di FdI, Massimiliano Panizzut della Lega e Guido Germano Pettarin di Forza Italia. E ancora Donatella Schurzel, che è vicepresidente dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, Gaetano Ruocco, presidente Associazione nazionale sottufficiali, ed Ermenegildo Rossi, che ha ricevuto una medaglia d’oro al valor civile per aver sventato un dirottamento aereo. Io, Federici e Merlino siamo sinceramente grati a ognuno di loro per aver voluto partecipare.

Come si svolgeranno le iniziative della giornata di sabato?

In maniera varia. In ogni città, in un qualsiasi momento della giornata, ci sarà la deposizione di un fiore in un luogo simbolico e la lettura di un testo che ricorda la storia di Norma. Si inizierà alle 8.30 a Nettuno e si finirà alle 21 a Ponti sul Mincio, in provincia di Mantova. Sulla tomba di Norma andrà Ermenegildo Rossi. Alla fine, dove non c’è, verrà chiesto che un luogo della città venga intitolato a Norma, la cui figura riteniamo debba essere attualizzata sia per il suo messaggio patriottico sia per il suo martirio di donna violata.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *