Meloni: «Pronti a scegliere insieme i governatori». E su Borgonzoni e Del Debbio… (video)

martedì 29 ottobre 16:35 - di Giovanna Taormina

«Una vittoria di misura la nostra». Giorgia Meloni quando arriva nello studio di Tagadà, su La7, scherza. Poi, la leader di Fratelli d’Italia si fa seria: «Mi aspettavo la doppia cifra in Umbria? Lo speravo, avevo previsto che saremmo cresciuti. Paradossalmente per noi era più difficile superare il 5% che il 10%.  Gli italiani finché hanno paura che il loro voto non pesi hanno difficoltà a votarti. Poi, dal risultato delle europee si sono liberati e ora siamo al 10,4%. Gli elettori hanno capito che possono fidarsi di noi, che parliamo di questioni concrete. E poi, io sono una persona che non la manda a dire. Se io penso che una cosa non va, lo dico».

Meloni e il risultato in Umbria

Giorgia Meloni parla della campagna elettorale in Umbria: «La gente non si fa più filtrare i messaggi, ha seguito la nostra campagna elettorale è venuta ai nostri incontri.  In Umbria abbiamo parlato di infrastrutture, di giovani, del marchio Italia. In sostanza abbiamo affrontato questioni concrete. Il politichese non mi piace…». Si passa all’analisi del voto umbro e la conduttrice Tiziana Panella mostra  un dato: il 6,9% degli elettori che avevano votato il M5S si è spostato su FdI.  «I Cinque stelle, dice Meloni, sono un «bluff. Volevano cambiare la politica del palazzo, quella della casta, basta privilegi, basta trasformismo… Volevano aprire il palazzo come la scatoletta di tonno e poi sono diventati asserragliati come il tonno dentro la scatoletta…».  E su Di Maio che minimizza sulla débacle e sul test elettorale replica: «Allora perché tutto il governo si è presentato in Umbria l’ultimo giorno di campagna elettorale? Hanno perso in una regione notoriamente rossa Conte dovrebbe dimettersi». Quanto ai prossimi appuntamenti elettorali Giorgia Meloni ribadisce: «Se M5S-Pd perdono in Emilia Romagna tutti si devono interrogare, a partire dal Capo dello Stato, su cosa c’è nel palazzo e cosa c’è fuori e vuole la gente».

Il rapporto con Salvini e FI

La leader di Fratelli d’Italia smentisce le frizioni  con Matteo Salvini dopo la vittoria in Umbria: «Ho letto sui giornali oggi titoli avveniristici, solo malizia», retroscena «maliziosi». «Tra di noi va tutto bene. È normale poi che tra me e Salvini ci sia una competizione. C’è una competizione positiva».  E poi ancora su Forza Italia: «Se Carfagna dice che il problema siamo noi, non lo condivido. Se Forza Italia ha dei problemi di consenso, deve rivedere la sua linea, oppure se è problema di classe dirigente, provveda, ma io non metto bocca nelle questioni dei partiti altrui. Ma non si può dire che non possiamo stare vicino a Salvini e Meloni perché altrimenti ci fagocitano… Che discorso è? Questo isolazionismo di FI non è intelligente, secondo me». E sul cavaliere spiega che «Berlusconi mi ha chiamato ieri mattina alle 9.30. Da questo punto di vista, ha uno stile unico. È stato il primo a telefonarmi per complimentarsi».

I candidati governatori

«Sono pronta formalizzare i nostri candidati governatore in Marche e Puglia, ma si decide insieme, come per la Borgonzoni», con Salvini e Berlusconi, «l’importante è che si decida inseme…». La conduttrice le chiede: in Toscana la Lega potrebbe candidare il giornalista Paolo Del Debbio, che ne pensa? «Magari…», replica Giorgia Meloni. «La Toscana è una partita molto impegnativa – spiega la leader di FdI – bisogna individuare un bel candidato. Del Debbio sarebbe perfetto, sarebbe bello se lo volesse fare. È un profilo che mi piace: un profilo meno di partito come lui  – assicura – potrebbe essere vincente». FdI ha un candidato governatore da spendere in Toscana? «Certo che abbiamo un candidato, ne ho più di uno».


Commenti

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  • Sandro Cecconi 30 ottobre 2019

    Signora Taormina,

    ho seguito la trasmissione e Giorgia è stata ottima come sempre. Ora la prego di ricordare proprio a Giorgia di dare le risposte sia alla domanda di Pg Battista che comunque l’ha accennata, comunque sarebbe opportuno che la articolasse in modo ancot più esauriente, che alla domanda del Professor Caroli che le ha chiesto se nel nostro progetto è previsto l’investimento in Cultura.

    Il modo come rispondere non le mancherà di certo ma è importante che le risposte avvengano a stretto giro di posta magari tramite il Corsera e allo stesso tempo questa testata.

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