Mafia Capitale, fiction e libri. Un grande business fondato sul nulla

mercoledì 23 ottobre 17:40 - di Redazione
Mafia Capitale la serie Suburra

“Roma non è una città mafiosa”. La sentenza della Cassazione ha riabilitato l’immagine della città: per cinque lunghi anni l’ossessione di Mafia Capitale e la campagna giustizialista hanno sconvolto Roma trasformandola da capitale d’Italia in quella della mafia. Ora la sentenza della Suprema Corte rimette i tasselli al loro posto. Ma è del tutto evidente che le tesi dell’accusa hanno prodotto negli anni una narrazione cui si sono ispirati libri e film che ci hanno raccontato un “mondo di mezzo” e di mafia. Eccoli.

Mafia Capitale: i film

Suburra, il film di Stefano Sollima e la serie di Netflix tratta dal romanzo di Carlo Bonini e Giancarlo De Cataldo, ha preso spunto dalle vicende di Mafia Capitale e le ha trasformate in fiction.  Il protagonista noto come Samurai è in larga parte ricalcato sulla figura di Massimo Carminati.

Nel 2016 è l’ora de Il mondo di mezzo scritto e diretto da Massimo Scaglione. I principali membri del cast artistico sono: Matteo Branciamore, Laura Forgia, Tony Sperandeo, Nathalie Caldonazzo e Massimo Bonetti nei ruoli rispettivamente di Tommaso, Gaia, Gaetano e Stella Mariotti, e il Capo di GabinettoIl mondo di mezzo è ambientato a cavallo tra gli anni ’70 e giorni d’oggi, narra l’epopea del mattone a Roma e i disastrosi risultati della cementificazione lungo la cintura periferica, procurati dalla connivenza tra politica e palazzinari alleati in nome della corruzione e del danaro. Il film ha ripercorso meticolosamente i passaggi tra corrotti e corruttori fino all’inchiesta di Mafia Capitale.

I libri e i documenti

E poi ci sono i libri che hanno raccontato l’inchiesta sulla base di documenti. Nel 2015 esce I re di Roma. Destra e sinistra agli ordini di mafia capitale, autori Lirio Abbate e Marco Lillo. «Una storia vera – si legge nella sinossi –  ma così incredibile che sembra creata da un’immaginazione diabolica. Un ex terrorista finito in carcere più volte, legato alla Banda della Magliana e addestratosi in Libano durante la guerra civile. Da anni gira per Roma tranquillo con una benda sull’occhio perso durante una sparatoria. Lo chiamano “il cecato”. È lui che governa politici di destra e di sinistra. Per i magistrati è il capo. Un omicida». E poi ancora: «Abbate e Lillo hanno costruito un racconto con documenti inediti. La testimonianza appassionata di chi ha denunciato quel sistema criminale quando nessuno ne voleva parlare».  Nel 2106 segue il libro di Massimo Lugli Nel mondo di mezzo: il romanzo di Mafia Capitale e nel 2018 c’è quello di Claudio Caldarelli Mafia Capitale. La verità raccontata da un protagonista. 

 

 

 

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