La Mannoia lancia un vaffa social al magnate russo Malofeev. “Ha offeso le femministe”

giovedì 24 ottobre 13:59 - di Redazione

Mannoia scatenata. «Ce lo mandate voi o ce lo mando io? Vogliamo fare un coro? Uno, due, tre…ma vaffan…lo!». È il tweet in salsa grillina, che Fiorella Mannoia dedica all’oligarca russo Konstantin Malofeev, intervistato domenica scorsa da Report. Nel mirino dell’artista, dichiaratamente di sinistra, le parole che il magnate vicino a Putin, già  processato dalla stampa per i rapporti “scandalosi” con la Lega, avrebbe riservato alle donne.

Mannoia scatenata lancia un vaffa a Malofeev

Linkando l’intervista esclusiva andata in onda su Rai 3 (titolo del servizio La fabbrica della paura) la Mannoia riporta la frase incriminata: «Solo le donne infelici e non amate diventano femministe». Il passaggio è inaccettabile. Nel mondo ideale dell’ultra-tradizionalista, conclude inorridita la popolare cantante, il ruolo delle donne sarebbe ridimensionato all’essere amate. Tanto basta per meritarsi un sonoro vaffa su Twitter. Il cinguettio della Mannoia riprende un post di Luigi Maragon che processa l’oligarca russo sotto l’hastag traditori senza patria, uomini che odiano le donne.

Il magnate russo nel mirino della stampa internazionale

A far discutere è anche un’altra frase attribuita da alcuni organi di stampa a dai commenti sui social all’ultraconservatore russo. Il magnate russo, intervistato da Giorgio Mottola, di Report. avrebbe detto che la Lega «ha un livello socio-culturale talmente basso da essere penetrabile». Una falsità. Un fake news secondo il sito Bufale.it

Quarantacinque anni, barba folta e occhi di ghiaccio, Malofeev è il nome che ricorre in questi mesi come medium nelle presunte trattative tra la Lega di Salvini e Mosca. Il Russiagate tutto ancora da verificare. Ultramiliardario, Malofeev ha accumulato nei primi anni 2000 un patrimonio stimato in circa 2 miliardi di dollari tramite il suo gruppo Marshall Capital che gestisce fondi di investimento. Negli ultimi anni ha iniziato a investire parte del denaro accumulato in iniziative a favore di movimenti, partiti e persone che nel mondo promuovono i valori cristiani. Così ha fondato un consorzio,  Tsargrad Group of Companies, di cui lui è amministratore delegato che raggruppa una serie di organizzazioni ultra-tradizionaliste e ultra-nazionaliste.

 

 

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