Invia foto hard sulla chat della parrocchia: sospeso prete a Padova

martedì 22 Ottobre 13:00 - di Penelope Corrado

Era iscritto al gruppo WhatsApp della parrocchia e mandava le comunicazioni ai cresimandi, ma dal suo cellulare è partito uno scatto hard che gli è costato la sospensione. È accaduto a Padova, dove un sacerdote 73enne, che finora si è occupato dell’accoglienza dei migranti, è incappato in un incidente a luci rosse. Notizie del genere, quando si tratta di vicende ecclesiali, sono trattate col massimo riserbo. Stavolta, però, qualcuno ha avvertito i giornali.

Il Corriere Veneto riporta la notizia con dovizia di particolari. Sulla chat dei cresimandi, bambini di quinta elementare, alcune notti fa è arrivata una foto inequivocabile. Un pene in primo piano, una mano «tempestata» di anelli e, sullo sfondo, una mensola con appoggiati due santini religiosi. Il mittente del cellulare? Proprio l’anziano sacerdote.

A quel punto sono scattate le proteste dei genitori dei bambini. Il Corriere Veneto riporta una delle risposte. ««Padre, ma cosa fa? È impazzito? Cos’è questa schifezza? La tolga immediatamente! Per fortuna che i nostri figli sono già a letto e non invece qui a guardare il cellulare assieme a noi!». Nell’imbarazzo più generale il sacerdote, del quale non sono note le generalità, ha fornito una risposta. «Carissimi, sono dispiaciuto di quanto successo ieri notte. Stamattina – scrive – ho parlato con il parroco e mi ha consigliato di mettermi in contatto con la polizia postale. Cosa che ho fatto. Ora sono in attesa di avere delle informazioni precise. Vi auguro buona giornata». Una delle catechiste avrebbe poi spiegato che il telefonino del sacerdote era stato hackerato da un  pirata informatico.

Il Vescovo di Padova non ha creduto al sacerdote

I genitori non credono alla versione del sacerdote, dato che lo scatto sembra proprio indicare l’ambientazione di un religioso. Il sospetto è che il sacerdote abbia maldestramente inviato alla chat della parrocchia un “selfie” hard. E alla storia del pirata informatico non credono neanche in Diocesi. Il vescovo padovano monsignor Claudio Cipolla, ha rimosso immediatamente il prete dal suo incarico.

 

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