Giorgia Meloni: «Non combattono l’evasione, fanno solo le marchette alle banche» (video)

giovedì 17 ottobre 11:51 - di Eugenio Battisti

Giorgia Meloni asfalta la manovra del governo. Che non taglia le spese delle marchette grilline, come il reddito di cittadinanza, e protegge la grande evasione tartassando i piccoli esercenti.

Giorgia Meloni asfalta la manovra

Giorgia Meloni, ospite di Mario Giordano a “Fuori dal coro” su Reta 4, demolisce la politica economica del governo Conte. «Che ha come unico collante – dice – il terrore di restituire la parola ai cittadini». In collegamento da casa, appena distratta dalla piccola Ginevra, la leader di Fratelli d’Italia risponde punto su punto al ministro Gualtieri. Che alla stampa sbandiera “l’ottimo” lavoro fatto da via XX settembre. A suo dire il governo avrebbe mantenuto le promesse sull’Iva, sul calo delle tasse sul lavoro, sull’aumento degli investimenti per il green e per la famiglia.

I conti non tornano senza tagliare le marchette

Ma i conti non tornano – puntualizza la Meloni – e moriremo di nuove tasse e balzelli. «Dove prende il governo i 30 miliardi di euro per impedire l’aumento dell’Iva se non rinuncia alle “marchette pregresse”? Come pretendono di trovare le risorse senza intaccare le cose fatte e risultati inefficaci?. La Meloni torna a denunciare il bluff del reddito di cittadinanza, «che non ha aiutato a trovare lavoro ma è finito nelle mani di condannati, brigatisti e piccoli delinquenti».

Meloni: la guerra al contante è un regalo alle banche

Indice puntato contro la finta lotta all’evasione del governo giallorosso, che prevede il  recupero di 7 miliardi. «Finora l’evasione fiscale è stata affrontata prendendosela con gli scontrini dei bar e le famiglie. Il governo a caccia di soldi  va dal cittadino con la somma che gli serve e lo perseguita finché non la ottiene. Non gli dà tregua. Ma non colpisce l’evasione vera», dice la leader di FdI al pubblico di Fuori dal Coro.

Il governo controlli le multinazionali

«Se vuole fare un’operazione seria deve colpire i caroselli che trasportano le grandi merci  attraverso l’Europa per evadere l’iva. Deve guardare all’evasione delle grandi imprese, delle multinazionali, del web. L’evasione non si combatte – insiste la leader di Fratelli d’Italia – con la lotta al contante, che è l’ennesimo favore alle banche. Se si vuole essere seri su bancomat e carte di credito bisogna abolire le commissioni bancarie». Quando si pagano 100 euro in contante  il valore dell’importo resta identico, indipendentemente dalle mani che passano.  Se gli stessi 100 euro vengono spesi attraverso il bancomat, al passaggio successivo diventano 98, poi 95…  Dopo 200 passaggi quei 100 euro non esistono perché sono stati drenati dall’economia reale alla speculazione finanziaria.

Mettere le cauzione ai negozi stranieri

Il governo dovrebbe colpire l’evasione sistematica delle attività degli extracomunitari in Italia. Esercizi commerciali, minimarket cinesi che aprono di continuo mentre i negozi degli italiani chiudono. Perché? «Perché i cinesi chiudono l’attività prima che lo Stato faccia i controlli e lo Stato si rivale sul cittadino italiano di cui  conosce il profilo fiscale». Da qui la proposta di Fratelli d’Italia di prevedere un deposito cauzionale di 30mila euro a inizio attività che poi viene scalato dal pagamento delle tasse.

 

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