Emilio Fede, confermati i domiciliari per il caso Ruby: «Chiederò la grazia a Mattarella»

sabato 12 ottobre 12:33 - di Giorgia Castelli

«Chiederò assolutamente la grazie al Capo dello Stato». A dirlo è Emilio Fede all’Adnkronos. L’ex conduttore del Tg4 commenta la notizia degli arresti domiciliari concessi dal Tribunale di Sorveglianza di Milano sul caso Ruby. «Ancora mi si accusa – continua – di essere responsabile di aver tentato di far prostituire due ragazze. Nonostante questo, non mi metto a predicare contro la giustizia. Questi domiciliari mi lasciano ampi spazi di vita e sicuramente li rispetterò».

Emilio Fede, la pena

Emilio Fede, 88 anni, condannato ad aprile in via definitiva a 4 anni e 7 mesi per il caso Ruby bis deve scontare la pena ai domiciliari. Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha accolto una delle istanze dell’avvocato Salvatore Pino. I giudici osservano che Fede, per il quale era già stato sospeso l’ordine di carcerazione, soffre di «alcune patologie». E, quindi, il carcere «andrebbe contro il senso di umanità». Da detenuto, a 88 anni, sarebbe sottoposto a «una enorme sofferenza».

Fede aveva ottenuto dalla Procura generale milanese la sospensione dell’ordine di carcerazione con differimento della pena in attesa che la Sorveglianza desse di fatto il via libera alla detenzione domiciliare, misura alternativa che a Fede può essere concessa perché ha più di 70 anni e il reato per cui è stato condannato non è ostativo. Nell’istanza la difesa aveva evidenziato anche motivi di salute e Fede aveva chiesto al giudice di poter stare nella casa della moglie a Napoli. Quando la parte rimanente della pena arriverà a 4 anni, Fede potrà chiedere l’affidamento in prova.

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