Daverio fa il furbetto sulla Sicilia: scrive a Musumeci insultando Almirante

martedì 29 Ottobre 10:38 - di Redazione
Daverio

Mi scuso con i siciliani, perché ho generalizzato dicendo a tanti ciò che era destinato a pochi facinorosi”. Lo scrive, in una lettera aperta, il critico d’arte Philippe Daverio. Aspre le polemiche sollevate in seguito alle sue dichiarazioni rese alle Iene, in cui attaccava i siciliani. Dicendo, tra l’altro: “Ho paura dei siciliani”. Più aspro il tono delle scuse -si fa per dire- a Nello Musumeci. Una lettera francamente sconcertante, da rigettare, in gran parte. Scusarsi e accusare di razzismo, non è un bello scrivere.

Daverio scrive infatti una lunga lettera al Presidente della Regione siciliana, che ha preteso le sue scuse, annunciando querela. «Sono talvolta ingenuo e come tale, dopo una lunga giornata di viaggio e di lavoro, dopo una sommatoria di insinuazioni d’interesse mio privato lanciatomi da politici siciliani per il mio voto libero nella trasmissione dei borghi; e dopo aver ricevuto minacce d’ogni genere e anche di morte a me e alla mia famiglia, mi sono trovato pure inseguito da una iena». E’ un passo ironico della lettera di Daverio a Musumeci. La “iena”, in questione della nota trasmissione, ed ex candidato sindaco di Palermo, “mi ha posto una serie di tranelli. Mi ha fatto ribollire il sangue e ho sbottato come lui sperava che facessi. Non tollero i ricatti, dal nord o dal sud. E ho reagito in un modo ironico che ha generato confusione e da parte di spiriti malversati reazioni spropositate”.

Daverio si scusa offendendo

Una lettera aspra in cui Daverio si scusa, accusando. E offendendo la memoria di Giorgio Almirante. Inizia ironicamente. “Onorevole Presidente Musumeci, mi permetto d’assumere un tono ironico per affrontare questa versione contemporanea della Secchia Rapita. Che ha trasformato un gioco televisivo in una farsa tragicomica nella quale Ella non ha avuto il buongusto di evitare lo scivolone”. “L’appello dei neoborbonici chiede che non lavori più in Rai: non si preoccupino, è da tempo che la Rai non mi vuole e ha smesso di trasmettere i miei video. Nei quali tra l’altro ho spesso esaltato la Sicilia, con la trasmissione su Palermo, quella sui Normanni e quella sulla presenza araba”.

“Ho litigato spesso con i siciliani”

Prosegue così elencando i rapporti professionali con la Sicilia: “Ho insegnato a lungo in Sicilia e devo riconoscere con orgoglio che molti miei laureati presso la Facoltà di architettura di Palermo conservano un buon ricordo del mio operato didattico”. “Ho collaborato con passione all’attività del Teatro di Montevergini e ho avuto l’incarico di organizzare la festa di Santa Rosalia”. Non sono macati i momenti di attrito, confessa Daverio: “Ho polemizzato per la cattiva manutenzione degli immobili della Facoltà nella quale insegnavo”. Ancora: “Ho quindi più d’una volta in Sicilia litigato con dei siciliani; sono umano e sanguigno come lo erano i miei parenti svevi“.

Le offese ad Almirante

Dopo avere fatto sfoggio di cultura, l’accusa più grave, assolutamente fuori contesto. Una furbata per gettare discredito su un’intera comunità: “La TV non è del tutto la realtà, ne è solo uno specchio, talvolta drammatico, talvolta come in questo caso oggettivamente ludico. Credo che pure il Suo ispiratore storico, l’On Almirante (“il maestro della mia generazione” Ella disse) lo avrebbe capito. E mi duole dover ricordare che sono ben meno razzista di quanto non lo fosse stato l’ambito ideale al quale Ella storicamente si riferisce“.

L’accusa di razzismo

“Ho oggettivamente partecipato alla realizzazione d’un capolavoro”, scrive: farmi dare del razzista da un seguace di colui che fu segretario di redazione de La Difesa della Razza a partire dal 20 settembre del 1938, negli stessi giorni delle leggi razziali. Le auguro di potersi emancipare da un passato che sembra incombere inesorabilmente su di Lei e assumere una percezione aggiornata della contemporaneità”.

“Per il resto le suggerisco di riguardare la trasmissione e si accorgerà che anche gli altri due componenti della Giuria hanno votato a favore di Bobbio: ritenere che siano stati influenzati da me è un drammatico insulto alla loro professionale competenza e alla loro rispettabilità”, scrive in un altro passaggio.

In seguite alle Sue dichiarazioni la mia pagina facebook è stata inondata di minacce – dice ancora Daverio – Liliana Segre sostiene che ‘gli hater sono persone di cui bisogna avere pena, vanno curate’. Lei riceve tuttora duecento messaggi razzisti al giorno. Sono orgoglioso d’essere in sua compagnia. Ma le minacce di morte a me alla mia famiglia vanno oltre ogni limite di convivenza civile”.

“Non mi permetterei mai di chiederLe una traccia di sense of humour ma nondimeno spero non abbia confuso una trasmissione televisiva virtuale con la realtà”. “Capisco che per un politico l’inseguire l’opinione pubblica più immediata sia sempre argomento d’insuperabile fascino ma reputo che la responsabilità etica debba andare verso pensieri più elevati”. Con le minacce che mi sono pervenute mi sarà assai difficile intraprendere qualsiasi lavoro nell’isola”. Ce ne faremo una ragione. “Le scuse a tutti i siciliani le faccio con sommo piacere- conclude ancora il critico – Le scuse da parte Sua non me le aspetto”.

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