Conte come Fioramonti sulla Polizia. E nega persino il diritto di parola sulla manovra

mercoledì 9 ottobre 11:55 - di Andrea Giorni

Ecco perché Conte non ha detto una parola sul ministro Fioramonti e le sue incredibili parole contro le forze dell’ordine. Perché la pensa come lui e se ne frega degli uomini che servono lo Stato e vegliano sulla nostra sicurezza. La denuncia, durissima e motivata, è del parlamentare di Fratelli d’Italia Andrea Delmastro (nella foto sopra), che ha anche presentato una circostanziata interrogazione.

Dice il deputato di Fdi: “Neanche la normativa che impone al Governo di convocare le forze dell’ordine in previsione della predisposizione della legge di bilancio, ha convinto il Governo, più rosso che giallo, a sentire le parti interessate”. “Sembra che la violenta e volgare cultura del Ministro Fioramonti che scaglia ‘sanpietrini verbali’ contro gli uomini in divisa stia diventando, in termini inquietanti, linea di governo condivisa. Conte chieda scusa alle forze dell’ordine e le convochi immediatamente come prevede la legge”, conclude il parlamentare. Che affonda la lama con il documento parlamentare rivolto proprio a Conte e al ministro dell’Interno per svegliarli dal letargo.

Il governo Conte non vuole confrontarsi con la Polizia

Nella giornata di ieri le sigle sindacali Siulp, Sap, S.I.A.P., F.S.P. Polizia di Stato hanno diramato una nota congiunta in cui lamentano che “l’attuale esecutivo vuole evitare il confronto con i rappresentanti dei poliziotti, comprimendone ipso facto la funzione”.

E questo accade – è denunciato nell’interrogazione di Delmastro – non per dimenticanza o sciatteria istituzionale, ma per precisa scelta politica. E’ dal 24 settembre che le sigle sindacali avevano inviato espressa richiesta alla Presidenza del Consiglio di essere convocate. Il silenzio di Palazzo Chigi alimenta il sentimento di abbandono che attraversa migliaia di Servitori dello Stato. Convoca solo alcuni.

Per Delmastro una scelta imperdonabile

Certamente non mancano gli argomenti di confronto. Dal rinnovo del contratto alle dotazioni, dai mezzi in uso agli organici, dal riordino delle carriere al pagamento degli straordinari.

Per Delmastro si tratta di una scelta imperdonabile, prima ancora che una imbarazzante dimenticanza, e assume il sapore dell’ennesimo “schiaffo” alle nostre Forze dell’Ordine. E solo il senso di responsabilità “delle nostre forze di polizia” non comporterà conseguenze sul diritto alla sicurezza dei cittadini. Ma non è giusto approfittarne.

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