Chef Rubio difende il poliziotto stragista: travolto dalle critiche

sabato 12 ottobre 12:38 - di Marta Lima
chef rubio

Ancora polemiche per Chef Rubio, che questa mattina ha twittato sulla tragedia di Foggia dove un uomo, una guardia penitenziaria, ha ucciso moglie e due figlie per poi suicidarsi. “Vergogna politici”, scrive lo chef e conduttore, parlando di “guardie penitenziarie e detenuti” che “sono vittime di un sistema penitenziario da rifondare.

Chef Rubio tenta l’operazione “simpatia” ma finisce male

Dopo le vergognose parole pronunciate contro i due poliziotti uccisi a Trieste, il guitto dei fornelli prova a fare una clamorosa retromarcia cercando quasi di giustificare l’agente che ha fatto strage della sua famiglia. “Siamo tutti vittime – commenta – di uno Stato assente che promette, non mantiene e che lascia morire i suoi figli per poi piangerli con lacrime di coccodrillo”. Il tweet ha però scatenato gli utenti. Tra chi gli ha ricordato le sue parole di qualche giorni fa e chi, invece, non trova alcun nesso tra le sue parole e la tragedia di stanotte: “Rubio, se fare un lavoro di merda potesse giustificare un omicidio plurimo, il 90% di noi sarebbe giustificato. Capita ogni tanto di scrivere stupidaggini, e questa è la volta”, “Chef è l’ennesimo femminicidio, cosa c’entra il sistema penitenziario? E’ come se io ammazzo mia moglie e i miei figli e la responsabilità è dell’ospedale in cui lavoro come portantino. Il problema, in questo caso, è il PATRIARCATO”, alcuni dei commenti.

Fragile la replica dello chef: “Sapete in che condizioni sono le carceri italiane? In che condizioni di stress – chiede – sono costrette a lavorare le guardie penitenziarie? No perché non ci entrate dentro le carceri. Non strumentalizzate, ma analizzate! Tutto c’entra – spiega -, se arrivi a sterminare la tua famiglia e a suicidarti”.
Vabbè, forse se stesse zitto Chef Rubio farebbe davvero un servizio utile alla società e a sé stesso.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In evidenza