Bambini schedati a Pianoro. La Lega denuncia, la Procura indaga. Borgonzoni: inammissibile

giovedì 17 ottobre 16:06 - di Redazione
bambini schedati

Bambini schedati a Pianoro. Con informazioni sui loro disagi, sulla loro psicologia e sulle loro famiglie. Centinaia di nomi dei piccoli erano contenuti in faldoni incustoditi, in un armadio senza chiave. A trovarli, in una sala del comune alle porte di Bologna destinata ai gruppi politici, il consigliere della Lega Luca Vecchiettini.

Vecchiettini, tra gli altri, ha trovato anche il profilo suo e di sua sorella. La schedatura dei bambini è andata vanti dal 2014 al 2016 nell’ambito del progetto Patchwork per fornire supporto ai genitori e agli insegnanti.

La sala dove erano custoditi i profili, destinata da un mese ai consiglieri dentro un immobile comunale, in precedenza era in uso agli operatori del servizio di supporto psicologico nelle scuole del territorio, che quest’anno ha cambiato sede.

Il sindaco di Pianoro, Franca Filippini, si difende dicendo che i consiglieri avrebbero dovuto avere più riservatezza. Ma perché quei dati sensibili non sono stati custoditi meglio o distrutti?

Bambini schedati, Borgonzoni presenta una denuncia

La senatrice Lucia Borgonzoni, candidata del Carroccio alla Presidenza della Regione Emilia Romagna, è intervenuta sul caso e ha annunciato una denuncia all’ispettorato di polizia della Camera dei Deputati. “Stiamo valutando azioni anche contro certi componenti dell’amministrazione che stanno diffondendo notizie falsate nel tentativo di screditare il nostro consigliere comunale, Luca Vecchiettini”.

“La trasparenza è un dovere degli amministratori – rimarca – ed è intollerabile attaccare chi ha portato alla luce un fatto scandaloso, che ha esposto centinaia di minori”. Le foto e i video in nostro possesso, afferma ancora, “testimoniano come quei dati fossero potenzialmente alla mercé di chiunque”.

Borgonzoni fa infine notare che il progetto era destinati a gruppi e a classi e non a singoli alunni: come si spiega allora la schedatura singola? Per Borgonzoni “non ci possono essere scusanti nelle leggerezze con cui sono stati trattati dati sensibili di minori”.

 

 

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