Anastasia Kylemnyk non convince i pm. Troppe contraddizioni sulla morte di Luca Sacchi

domenica 27 ottobre 11:04 - di Carlo Marini

Anastasia Kylemnyk deve chiarire parecchi aspetti della notte in cui il fidanzato Luca Sacchi è stato ucciso. Sulla 25enne ragazza ucraina, si concentrano le attenzioni degli investigatori.

“Mi hanno colpito con una mazza da baseball. Luca ha reagito, poi lo sparo”. Questa la prima versione della fidanzata di Luca Sacchi, il 24enne ucciso a Roma nel quartiere Appio. Ma gli investigatori confrontano i referti medici della giovane e non sono convinti.

I killer di Luca Sacchi hanno agito in un minuto 

L’aggressione è avvenuta a tarda sera vicino al pub John Cabot, tra via Teodoro Mommsen e via Bartoloni. “Eravamo appena usciti dal pub. Mi sono sentita strattonare da dietro, mi hanno detto: “Dacci la borsa”. Gliela stavo consegnando quando mi hanno colpito con una mazza. A questo punto è intervenuto Luca che ha reagito bloccando il ragazzo che mi aveva aggredito, quindi è intervenuto l’altro aggressore che gli ha sparato alla testa”. Tuttavia il gestore sostiene che i ragazzi nel pub non sono mai entrati. Una videocamera documenta i tempi dell’agguato. Poco più di un minuto. Secondo gli inquirenti sono i tempi per un’esecuzione, non per una rapina. 

Nello zaino di Anastasia Kylemnyk ventimila euro?

Le versioni degli aggressori sono opposte. Parlano di un accordo per la cessione di una partita di droga. Nello zaino della giovane erano presenti parecchi soldi. Non duemila euro ma addirittura ventimila, secondo quanto sostiene il Corriere della Sera. Che ci fa una baby sitter con ventimila euro nello zaino?

E se gli aggressori vanno all’appuntamento per compiere una rapina, come mai si presentano con la propria vettura? Perché Valerio Del Grosso e Paolo Prino corrono il rischio di venire identificati con certezza?

Tanti punti interrogativi, con una sola certezza: la tragica morte di un giovane di 24 anni. Luca Sacchi, professione personal trainer, incensurato. Secondo quanto riporta il Fatto quotidiano, a questo punto

«La droga? Non centra niente. Luca era lì per guardare il fratellino che si trovava nel pub», ha detto però la giovane ai microfoni del Tg1. E invece, leggendo il decreto di fermo, emerge un’altra versione. Anastasia Kylemnyk rischia quindi di venire indagata. E ritornano alla mente le dichiarazioni del capo della Polizia, Franco Gabrielli: “Non è la storia di due poveri ragazzi scippati…”

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