Agenti uccisi, Meloni: «Gli assassini marciscano per sempre in galera». Salvini: «Nessuna pietà»

venerdì 4 ottobre 20:02 - di Roberto Mariotti
marciscano in galera

«Sgomento e rabbia». Sono le prime parole di Giorgia Meloni.  Colpisce al cuore la notizie dell’uccisione dei due agenti a Trieste. Escono i dettagli, la storia delle vittime. Tre uomini in divisa sono rimasti feriti.  «Il mio cordoglio e la mia vicinanza vanno alle famiglie di questi giovani», aggiunge la Meloni. Giovani «che hanno dato la vita per difendere la nostra sicurezza». Vicinanza «a tutti gli uomini e le donne della Polizia di Stato. Che i due bastardi assassini marciscano in galera per il resto dei loro giorni: sia fatta giustizia, senza attenuanti e senza sconti.

«Sconcerto e dolore per quanto accaduto a Trieste». Lo scrive Matteo Salvini su Facebook. «Da italiano, una preghiera per i due agenti uccisi e un abbraccio alle loro famiglie. Sempre e comunque dalla parte delle nostre Forze dell’Ordine. Per gli assassini, nessuna pietà».

Marciscano in galera, quegli assassini. La gente è sconvolta e lo chiede a gran voce. «I poliziotti devono rendersi conto che siamo in guerra. C’è questa gentaglia in giro e dobbiamo aumentare le risorse a disposizione». A dirlo è il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza all’emittente locale Telequattro. «Ho deciso – ha detto il sindaco – di proclamare il lutto cittadino. Io mi trovavo davanti al luogo in cui stava scappando lo sparatore, all’esterno della questura. Poi mi sono allontanato per evitare di dare l’impressione di approfittare del mio ruolo per stare sulla scena del crimine».

Agghiaccianti le testimonianze di quanto accaduto. «Ho sentito sei spari e mi sono chiusa dentro il negozio. Poi i poliziotti urlavano mani in alto e faccia a terra e ho sentito altri spari». Questa la testimonianza raccolta dall’Adnkronos sulla sparatoria avvenuta davanti alla Questura di Trieste. A parlare è la titolare di un’erboristeria che si trova a pochi metri dalla Questura. «Ho aspettato dieci minuti e mi sono affacciata:ho visto una persona a terra- racconta ancora la donna – con una pistola accanto e tre poliziotti che entravano di corsa in questura alla ricerca di un altro uomo. Ferma in mezzo alla strada un’auto aperta. Poi siamo dovuti rientrare, mentre sul posto sono arrivate tre ambulanze. Ora è tutto transennato».

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