Quei due poliziotti ammazzati esigono una giustizia senza sconti

venerdì 4 ottobre 19:53 - di Francesco Storace

Rabbia enorme per quei due poliziotti ammazzati a Trieste.

Dolore di una nazione intera.

Ora risparmiateci i brutti inni ad un garantismo peloso a cui ci è toccato assistere con l’assassinio del carabiniere Cerciello a Roma.

Qualcuno fermi il sottosegretario Scalfarotto, a cui magari starà già venendo la balzana idea di correre a Trieste, in direzione carcere, per vedere come stanno le bestie che hanno fatto fuoco.

Evitate scorciatoie giudiziarie

Risparmiateci l’indignazione se magari a qualche poliziotto scapperà un moto di rabbia. Se è bastata una benda per far indagare l’Arma dei Carabinieri, figuriamoci che cosa potrebbe accadere per uno sganassone, se qualcuno l’avrà mollato.

Chiediamo con forza che ci sia certezza della pena, che non vi siano scorciatoie per evitare che questa gentaglia possa sfuggire alla giustizia.

Tutto è avvenuto in commissariato, è lì che Trieste e l’Italia sono state colpite nella coscienza per il sangue di quei due poliziotti. Si sa chi sono i due, si getti la chiave della cella e non fateli uscire mai più.

Perché siamo stanchi di piangere per appartenenti alle forze dell’ordine che pagano con la vita quei due soldi di stipendio che prendono. È ora di garantire anche loro perché davvero è inaccettabile la mattanza, il sacrificio, persino in un luogo che dovrebbe essere più che sicuro.

Accanto alle famiglie dei poliziotti

In questo momento siamo davvero tutti scossi e ci stringiamo attorno alle famiglie dei Caduti, ai loro colleghi e anche ad una città, Trieste, che conosciamo come tranquilla. Quei due stranieri hanno abbattuto anche questa certezza e non saranno mai perdonati. Perché il sangue versato in quella maniera è veramente troppo: i due poliziotti lavoravano, facevano il loro dovere e nulla di male. Hanno pagato con la vita il loro servizio alla Patria e tutto questo fa soffrire le persone perbene.

Ci rifletta chi continua ad avere dubbi sullo stato della sicurezza in Italia.

Commenti

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  • giovanni vuolo 5 ottobre 2019

    E questi buffoni di corte, queste marionette che hanno usurpato il potere pensano allo ius culturae . Tutti in piazza a manifestare il nostro sdegno !!!

  • maurizio pinna 4 ottobre 2019

    Se qualcuno avesse la voglia o l’opportunità si vada a riguardare il film “La battaglia d’Algeri”. I contesti politici sono diversi a quelli attuali, però se vi soffermerete sulla prima parte noterete che le azioni contro i poliziotti francesi sono simili a quelle che avvengono attualmente in Italia. Del resto quando una religione diventa integralismo e abbraccia la politica sfocia nel terrorismo, capitò ad Algeri e in Italia, negli anni di piombo, dove molti sovversivi venivano dal mondo cattolico ortodosso. Poi quando ogni limite fu superato, ad Algeri arrivò il Generale Jacques Massu con la X Divisione paracadutisti e il caos ebbe fine. Da noi probabilmente basterebbero delle norme più oculate, un limite CONCRETO all’ immigrazione, un giustizialismo meno strano. Se invece si dovesse continuare con l’andazzo attuale si arriverà ad un punto in cui anche il Generale Massu avrebbe dei problemi a ristabilire l’ordine.

  • Giuseppe Tolu 4 ottobre 2019

    I parenti dei due carabinieri dovranno risarcire il delinquente per aver subìto questo grave danno psichico, altrimenti non avrebbe sparato. Subito in galera, processato e fuse le chiavi della gabb … pardon, della cella.
    Onore all’Arma tutta, sempre.
    Con le più sentite condoglianze alle famiglie; a cui seguiranno quelle di tutti gli italiani onesti. Mi aspetto qualche parola da un certo fiera e poi monti

  • Roberto Baggio 4 ottobre 2019

    Ripristiniamo la pena di morte.

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