Tutti assolti per i saluti romani a Ramelli. Per Fiano è proprio una giornataccia… (video)

venerdì 13 settembre 17:28 - di Valeria Gelsi

Assolti perché «il fatto non sussiste». La Corte di Appello di Milano sancisce, per l’ennesima volta, che i saluti romani a una commemorazione non sono reato. In particolare, ha assolto con formula piena tutti gli imputati nel processo per il Presente a Sergio Ramelli del 2013. In primo grado i 16 imputati furono condannati a un mese di reclusione e 250 euro di multa e a un risarcimento all’Anpi per complessivi 16mila euro. L’assoluzione di oggi è particolarmente rilevante: la commemorazione di Ramelli del 2013 fu la prima a essere oggetto di una denuncia e la condanna di due anni dopo fu la prima e unica per un Presente, che pure da allora è più volte stato trascinato in giudizio da Anpi & co. Ora anche quel precedente decade e restano a fare giurisprudenza solo le assoluzioni già decise anche dalla Cassazione.

La Russa: «Dedico l’assoluzione a Fiano»

«Un’altra assoluzione, due su due. La dedico al mio amico Fiano, perché è venuto il tempo di distinguere il grano dal loglio: una cosa è il rispetto e la tutela dell’ordine democratico e un’altra inseguire fantasmi che non esistono», è stato il commento del senatore di FdI Ignazio La Russa, che, da avvocato, fa parte del collegio difensivo degli imputati assolti. Emanuele Fiano, insieme all’Anpi, è sempre stato fra i più attivi nel cercare di criminalizzare le commemorazioni dei caduti di destra e la cerimonia del Presente. Un impegno profuso con tanta convinzione da portarlo anche a presentare una legge – rimasta lettera morta – per metterle al bando. L’assoluzione di oggi, che ne sconfessa una volta per tutta le tesi, dev’essere stata per il deputato Pd un boccone davvero difficile da digerire, il colpo di grazia in una giornata in cui ha visto sfumare anche la nomina a un qualche ambito incarico di governo.

In ricordo di Ramelli

Sergio Ramelli fu ucciso a 18 anni, nella primavera del 1975. Alcuni militanti di Avanguardia operaia gli tesero un agguato sotto casa e lo sprangarono a colpi di chiave inglese fino a ridurlo in fin di vita. Era il 13 marzo. Morì il 29 aprile, dopo un mese e mezzo di agonia. Aveva 18 anni.

La cerimonia del Presente

 

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In evidenza

contatore di accessi