Salvini contro il M5S: «Di Maio ministro Vinavil, è incollato alla poltrona con i suoi grillini»

martedì 17 settembre 14:04 - di Lucio Meo

«Di Maio ministro Vinavil, incollato alla poltrona»: Matteo Salvini, durante una diretta Facebook, va all’attacco dei grillini e del suo “ex amico” Di Maio. La “conversione” sulla via di Damasco, per schierarsi al fianco del Pd, diventa oggetto delle ironie del leader della Lega: «Mi spiace per chi era partito per fare la rivoluzione, e penso ai grillini, e finisce come appendice di Renzi e Zingaretti, chiedendo per favore un accordino in Umbria, Calabria, Emilia e Toscana per non scomparire».

Il ragionamento politico, invece, è molto più esplicito: quando si rivolge ai nuovi membri del governo li paragona a dei disperati a caccia di occasioni. «Per voi sarà un incubo, anzi ci state facendo vivere un incubo: poltrone, poltrone, poltrone. Poltrone e sofà. Governo Conte? No, governo poltrone e sofà, gente che va, gente che viene. Leggevo che il nuovo ministro dell’Agricoltura – ha aggiunto – che nella vita ha fatto la sindacalista della Cgil, punto, con tutto il rispetto, è già passata con Renzi. E’ stata nominata al governo dieci giorni fa con un partito e adesso cambia partito». Nel mirino ci sono anche Renzi, la Boschi, i renziani che vanno alla Leopolda e “raccolgono tanti soldi, buon per loro”.

«Io però gli lascio i soldi, i ministeri e mi tengo la mia dignità», dice ancora Salvini. «Da Renzi non aspetto pudore e dignità e onore. Sciascia come li definiva? Uomini, ominicchi, quaquaraqua, lascio a voi. Ma non mi interessa Renzi.  È un governo nato da una settimana e già litigano, già ci sono scissioni. Il presidente Conte è preoccupato, Mattarella è preoccupato. Pensarci prima? Lo dico con il massimo della sobrietà, della tranquillità, del rispetto istituzionale. Pensarci prima e restituire il diritto di voto al popolo italiano? Pareva brutto?».

Infine, su Bibbiano: «Ci vogliono mettere il bavaglio su Bibbiano, ci vogliono dire di non parlare dei bambini rubati alle famiglie. Non tacerò mai, quando qualcuno ruba un bambino alla sua mamma e al suo papà commette un delitto, come un omicidio, un furto di affetto, di fiducia, di cuore, di amore. Non taceremo mai di fronte ai furti di libertà, alla negazione del diritto all’amore».

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