La provocazione di Caio Mussolini: sull’ambiente era il Duce a essere davvero avanti

sabato 28 settembre 16:02 - di Valeria Gelsi

«Io amo gli alberi, difendeteli. Vi aiuterò a difenderli», firmato «Mussolini». All’indomani del Friday for future, Caio Mussolini posta sui social una foto del Ventennio che testimonia come la battaglia ambientalista non solo non è stata inventata da Greta Thunberg, ma appartiene da sempre al mondo della destra, oggi spesso tacciato di essere insensibile all’argomento solo perché non si accoda al coro di adoratori della bambina svesede. «Sempre avanti…», è la frase con cui l’esponente di Fratelli d’Italia accompagna la foto, uno scatto d’antan in cui si immortala la posa di una stele con quell’esortazione di Benito Mussolini e tanto di fasci a decorarla.

Quando Mussolini diceva: «Difendete gli alberi»

Un po’ provocazione, un po’ promemoria, l’intervento di Caio Mussolini ha suscitato sui social reazioni entusiaste, si direbbe quasi liberatorie di chi non ci sta a vedere rappresentate le tematiche ambientaliste con i toni e i modi apocalittici di Greta. E, soprattutto, non ci sta alla narrazione per cui l’ambiente è cosa loro. In molti hanno ricordato la Festa degli alberi, istituita dal fascismo (che istituì anche primi parchi nazionali) proprio per infondere nei giovani l’amore e il senso di responsabilità nei confronti della natura. Si trattava di una incarnazione autentica, pratica, profondamente pedagogica di quell’impegno che oggi viene urlato in piazza e, subito dopo, soffocato in un menù maxi di McDonald. Si deve poi all’ex volontario della Rsi e padre nobile della destra moderna la presentazione della prima legge a tutela dell’ambiente presentata al Parlamento italiano: era il 1982 e a firmarla era stato Pino Rauti. Un impegno mai sopito nei decenni, che in questi giorni è stato ricordato anche dalla circostanza dell’anniversario della morte di Paolo Colli, compianto fondatore di Fare Verde, o dai messaggi di Fabio Rampelli a sostegno della battaglia ambientalista di cui Greta è diventata simbolo, a prescindere dalla stessa Greta e dalle strumentalizzazioni che ne vengono fatte.

Ambientalismo vs catastrofismo

C’è però, nella provocazione di Caio Mussolini, un passaggio in più: c’è l’affermazione di un ambientalismo vitale, positivo, fatto di messaggi e impegno costruttivi, non solo di allarmi, moniti e pianti. È lo stesso messaggio che si trasformava in azione positiva nella legge a firma Rauti, nelle campagne anti-incendio di Fare Verde, nel messaggio di Rampelli che spiega che, se ne avesse il potere, se avesse un potere come quello di Trump, inchioderebbe Paesi come la Cina su battaglie universali e non su una guerra commerciale bilaterale che guarda solo ai propri interessi. «La destra non è solo attenta agli aspetti biologici e scientifici del clima: dà alla natura un valore trascendente e lo interpreta come l’altra faccia del sacro, una proiezione di Dio…», ha ricordato Rampelli, riportando la battaglia ambientalista in una prospettiva autenticamente valoriale, senza la quale non può esistere vera connessione con la natura e, tanto meno, profonda comprensione di cosa c’è davvero in gioco.

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