Eutanasia, Pro Vita avverte Pd e M5S: «Il suicidio assistito non passerà» (video)

martedì 3 settembre 17:10 - di Federica Parbuoni

Una campagna ad alto impatto emotivo per dire no all’eutanasia e al suicidio assistito. A lanciarla è stata l’associazione Pro Vita & Famiglia, che mette in guardia dal rischio che anche in Italia si possa arrivare a una legge che consenta casi come quello della 17enne olandese Noa Pothoven o della 47enne italiana Alessandra Giordano che, rispettivamente nel proprio Paese e in Svizzera, si sono fatte accompagnare alla morte perché depresse. La campagna #NoEutanasia, che durerà un mese, prevede l’affissione di maxi manifesti in tutta Italia, che vogliono spingere a riflettere su cosa significherebbe dare il via libera a una pratica come il suicidio assistito: «Marta, 24 anni, anoressica, potrà farsi uccidere. E se fosse tua sorella?»; «Alessandro, 18 anni, bullizzato. Potrà farsi uccidere. E se fosse tuo figlio?»; «Maria, 70 anni, ha un tumore. Potrà farsi uccidere. E se fosse tua nonna?»; «Lucia, 45 anni, disabile. Potrà farsi uccidere. E se fosse tua mamma?».

Il governo giallo-rosso e la cultura della morte

«Il rischio che il nuovo esecutivo rosso-giallo calpesti il diritto alla vita e all’autentica autodeterminazione è molto alto. Ad essere esposti saranno i più deboli come anziani, malati, giovani. E proprio ieri il Papa ha condannato questa pratica che si “basa su una visione utilitaristica della persona che diventa inutile o può essere equiparata a un costo”. Il suicidio assistito quindi rappresenterebbe un pericolo per tutti: le nostre nonne, le nostre mamme, i nostri padri e i nostri figli», hanno spiegato Antonio Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente di Pro Vita & Famiglia e del Congresso Mondiale delle Famiglie, presentando la campagna che parte da Roma e Milano per poi approdare in altre città italiane. Una campagna che, viene annunciato, anticipa l’apertura della Conferenza Internazionale sull’eutanasia e il suicidio assistito, che si terrà a Roma il 20 settembre e alla quale Pro Vita & Famiglia partecperà come unica associazione italiana.

Il rischio che viene dalla Consulta

Ma non c’è solo il rischio che il Parlamento legiferi in questo senso. Il pericolo, infatti, arriva anche dalla mancanza di una legge specifica in senso opposto, visto che il tema è all’attenzione della Consulta che, avvertono Brandi e Coghe, se rendesse «incostituzionale l’articolo 580 c.p.» (quello che regolamenta “Istigazione o aiuto al suicidio») il 24 settembre potrebbe introdurre «surrettiziamente il suicidio assistito in Italia». «Con questa campagna denunciamo che, legalizzando eutanasia e suicidio assistito, qualcuno – hanno sottolineato ancora i due organizzatori del Congresso Mondiale delle Famiglie – stabilirà chi avrà il diritto di vivere o piuttosto il dovere di morire: chi? E quanto sarò davvero libero di decidere e quanto condizionato dalla odierna “cultura dello scarto”, che mette al centro il profitto anziché i diritti umani? Quale reale autonomia avrò se una generazione di medici sarà formata per dare la morte anziché curare e accompagnare la vita? Il divieto di uccidere deve restare una garanzia per tutti».

Eliminare la sofferenza, non il sofferente

Oltre ai manifesti, la campagna prevede anche un video che la stessa Pro Vita & Famiglia definisce «choc». Il video, viene spiegato, «mette in guardia dalle derive possibili in caso di fine vita autorizzato dallo Stato, perché noi vogliamo eliminare la sofferenza e non il sofferente». «Il nuovo governo – è stato quindi l’invito di Brandi e Coghe – investa piuttosto in cure palliative e in strutture di assistenza contro le molteplici forme di dolore, permettendo a ciascuno di noi di vivere fino alla fine, senza soffrire, in autentica e piena dignità».

Il video contro il suicidio assistito

 

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