Delitto Yara, la corte di Strasburgo respinge il ricorso di Bossetti

28 Set 2019 19:01 - di Penelope Corrado

Respinto il ricorso per la violazione dei diritti di difesa avanzata dalla difesa di Massimo Bossetti alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Lo ha reso noto ieri sera la trasmissione di Retequattro Quarto grado, spiegando che la Corte di Strasburgo ha deciso di ritenere inammissibile il ricorso dei legali di Bossetti contro la condanna definitiva all’ergastolo inflittagli il 12 ottobre dello scorso anno per l’omicidio di Yara Gambirasio.

Bossetti condannato in tutti i gradi di giudizio

«Terminano così i quattro gradi di giudizio per il caso iniziato il 26 novembre 2010, giorno della scomparsa della tredicenne di Brembate di Sopra (Bergamo), il cui corpo senza vita è stato ritrovato il 26 febbraio 2011 – si legge in una nota – Massimo Bossetti è stato condannato, dopo tre gradi di giudizio, il 12 ottobre dello scorso anno, al carcere a vita». «Per noi non cambia nulla – il commento in studio del difensore di Bossetti, l’avvocato Claudio Salvagni – La strada maestra resta comunque la revisione del processo».

Lite tra il difensore del condannato e Nuzzi

Gianluigi Nuzzi, conduttore della trasmissione, ha precisato come da tempo questa sentenza fosse conosciuta, ma Salvagni ha ribadito: «No! Questa sentenza è di due giorni fa!». Giorgio Tosi, inviato di Quarto Grado, è intervenuto su richiesta di Nuzzi, affermando: «Noi abbiamo ricevuto la notizia questo, mi sembra, lunedì e, appunto, ci era stato comunicato che era stato informato l’avvocato difensore di Bossetti per lettera prima di noi, evidentemente. Ci hanno dato la risposta soltanto quando si erano sincerati dalla Corte europea dei diritti dell’uomo di aver informato la difesa dei ricorrenti, in questo caso di Massimo Bossetti» . Nuzzi, visibilmente alterato, ha chiesto quindi a Salvagni di smetterla di attribuire al suo programma affermazioni false.

Quali sono le strade per una revisione del processo? «Ci sono diverse piste investigative molto interessanti – ha detto Salvagni ai microfoni di  Radio Cusano Campus – Noi stessi stiamo portando avanti un paio di piste che riteniamo accreditate. E’ chiaro che noi non abbiamo gli strumenti della Procura della Repubblica. Se non fosse Bossetti il colpevole, e io sono convinto che non lo sia, di materiale su cui indagare ce ne sarebbe parecchio. Quando sono state sentite a dibattimento le compagne di corso di ginnastica della povera Yara tutti hanno percepito una certa reticenza. La stessa insegnante ha ripetuto più volte di non ricordare. C’è sicuramente della reticenza. Non dimentichiamo che Yara e Bossetti non sono mai stati visti insieme. In questo processo non torna nulla. E’ come un grande puzzle in cui si vogliono mettere pezzetti che non combaciano».

 

 

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