Boris Johnson vola nei sondaggi: Tory avanti di 14 punti

domenica 8 settembre 19:42 - di Redazione

Boris Johnson conquista consensi in vista delle possibili elezioni nel Regno Unito. Nonostante lo scacco subito in Parlamento sulla legge anti-no deal, la frenata delle opposizioni sulla data del voto e le dimissioni in casa Tory della moderata Amber Rudd: l’istituto YouGov, dà oggi i Conservatori al 35%, con 14 punti sul Labour di Corbyn, indicato ora in calo al 21%. Seguono i LibDem filo-Ue al 19% e – al 12% – il Brexit Party di Farage, che con qualche accordo di desistenza potrebbe garantire al premier attuale la maggioranza dei seggi.

Boris Johnson ha già sostituito il ministro del lavoro

Johnson ha già sostituito il ministro del lavoro britannica, Amber Rudd. Al suo posto andrà Therese Coffey. Eletta in parlamento nel 2010, Coffey era stata nominato ministro dell’ambiente da Theresa May. Come Rudd, ha sostenuto il fronte del “remain” al referendum sulla Brexit del 2016. Il ministro britannico del Lavoro Amber Rudd ha lasciato il governo di Boris Johnson, in polemica con il modo in cui il premier sta gestendo il processo di uscita dall’Unione Europea. In una lettera al capo dell’esecutivo, la titolare del Lavoro e delle Pensioni ha detto che il governo non svolge attualmente “negoziati formali” con l’Ue su un nuovo accordo di Brexit, ma solo “conversazioni”. Nella sua lettera di dimissioni indirizzata al premier, Rudd ha scritto: “Sono entrata nel suo governo in buona fede, accettando che il no deal dovesse essere un’opzione perché era il mezzo attraverso il quale avremmo potuto avere più possibilità di ottenere un nuovo accordo per lasciare il 31 ottobre. Tuttavia non credo più che uscire con un accordo sia il principale obiettivo del governo”.

“Chiedere una proroga a Bruxelles? Meglio morto”

“Preferisco morire in un fosso che andare a chiedere a Bruxelles un’altra proroga e buttare via un miliardo di sterline al mese”. Così nei giorni scorsi  Johnson rispondendo alla domanda di una giornalista al termine del discorso pronunciato presso l’accademia di polizia nel West Yorkshire. Il premier britannico ha ribadito che il Regno Unito “deve lasciare la Ue il 31 ottobre”.

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