Brexit, tre anni dopo: disoccupazione ai minimi e salari in aumento

mercoledì 17 luglio 17:28 - di Penelope Corrado

A tre anni dal referendum sulla Brexit, la Gran Bretagna gode di ottima salute economica. Anzi, gli ultimi dati sono da record. Le rilevazioni del 15 luglio testimoniano un aumento dei salari (il più veloce dell’ultimo decennio) e un calo dei sussidi di disoccupazione su base trimestrale (il più basso dal 1976). Nel mese di maggio il tasso di disoccupazione è rimasto stabile al 3,8%, attestandosi sui livelli più bassi dal 1974 ad oggi.

Da 45 anni non c’erano così pochi disoccupati

Secondo l’Ons, l’ufficio di statistica britannico, nei tre mesi a maggio 2019, il totale dei disoccupati è pari a 1,29 milioni mentre il numero degli occupati è salito di 28 mila addetti attestandosi a 32,75 milioni (+32 mila nel trimestre precedente e +45 mila il consensus). Infine, il tasso di crescita dei salari medi ha mostrato un incremento del 3,6% escludendo i bonus e del 3,4% includendo questa componente.

Sembra di sentire l’obiezione a questi dati, da parte dei profeti di sventura di tre anni fa. “La Brexit ancora non c’è stata, quindi non si può dire”. Invece, qui casca l’asino. Gli “esperti” ci avevano parlato di conseguenze disastrose nel breve periodo. E la lista delle disgrazie era molto lunga. Si partiva dalla certezza che banche e grandi investitori avrebbero abbandonato in fretta e furia il Regno Unito. Così, invece, non è stato. Si è preconizzata una inevitabile recessione, sempre nel breve periodo. Anche questo non si è verificato. Anzi, l’economia tiene e i disoccupati sono la metà di quelli francesi, tanto per avere un esempio.

La Brexit nel breve periodo doveva provocare sfracelli

Che cosa è cambiato? C’è meno voglia di trasferirsi a Londra. Almeno per ora. Se fino a giugno 2016 la Gran Bretagna è stato la più attrattiva per i professionisti Ue, dopo lo storico referendum, LinkedIn ha registrato un calo nelle ricerche di lavoro, passate dal 34,3% al 24,7% di oggi. Perfettamente in linea con un altro dato rilevato dal sito web: il crollo del 30 per cento in soli tre anni della migrazione professionale dalla Ue. Tanto è vero che per sopperire alla carenza di questa tipologia di dipendenti le imprese britanniche sono state costrette ad aumentare stipendi e benefits. Vantaggi innegabili per i cittadini del Regno Unito. Vantaggi che, tre anni fa, nessuno degli anti-Brexit voleva tenere presenti.

In attesa dell’accordo con la Ue sull’effettiva Brexit, il Consiglio europeo straordinario del 10 aprile 2019, ha adottato delle conclusioni nelle quali, in particolare : ha concordato, sulla base della richiesta del Regno Unito, di concedere una ulteriore proroga al Regno Unito per consentire la ratifica dell’Accordo di recesso. Tale proroga dovrebbe durare solo il tempo necessario e, in ogni caso, non potrà andare oltre il 31 ottobre 2019 (cosiddetta flextension). In attesa che i nuovi profeti di sventura si scatenino.

Commenti

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  • Laura Prosperini 18 luglio 2019

    FINALMENTE si parla di cose serie, vere e soprattutto belle
    dopo la Brexit
    altroché sfracelli!!! quelli li hanno solo i paesi che hanno adottato l’euro e stanno impoverendosi inesorabilmente…
    Italexit subito
    Coraggio FDI!!!

  • Roberto Ticci 18 luglio 2019

    Perché, c’è stata la Brexit ? E quando ?

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