“Bibbiano è una leggenda”. Il M5s ci ha ripensato in nome delle poltrone (video)

sabato 7 settembre 15:22 - di Giovanni Pasero

Il partito di Bibbiano non c’è più. Anzi, Bibbiano è una leggenda. Lo dice un autorevole esponente del M5s. Per la serie: “Che cosa si è disposti a fare per una poltrona?” Sentite cosa dice Manlio Di Stefano, senatore M5s, che difende l’alleanza con il Pd. Lo fa con un voltafaccia “vomitevole” (come commenta un elettore M5s sulla pagina Fb del parlamentare).

Il voltafaccia su Bibbiano del senatore M5s

Guardate questo video, nel quale il senatore grillino risponde a una domanda di Bianca Berlinguer, che gli chiede come mai si siano alleati con il Pd.
«No, no, no – ha detto Di Stefano alla conduttrice di Cartabianca Bianca Berlinguer che gli chiedeva come si fa ad allearsi con il partito che, fino a qualche momento prima, veniva definito di Bibbiano -. Come in ogni cosa, su Bibbiano c’è una parte di verità e una parte di leggenda». Ecco, ora, in nome delle poltrone, Bibbiano è una leggenda».

L’intervento di Manlio Di Stefano, intervistato da Bianca Berlinguer nel corso della trasmissione Carta Bianca, ha scatenato una serie di reazioni tra gli elettori (a questo punto ex elettori) grillini. «Bibbiano è una leggenda? Mi vergogno di farmi rappresentare da lei come italiana. Prima di parlare bisogna informarsi bene e si ricordi che le parole hanno un peso», scrive una ex M5s. «I suoi voltafaccia la fanno apparire vomitevole», commenta un altro follower. «Su Bibbiano cambiate idea per non indispettire i vostri nuovi alleati? Vi rendete conto di che siete diventati?», chiede basito un altro militante pentastellato.

Per capire le dimensioni del voltafaccia, una elettrice delusa posta sulla bacheca Fb un commento del 27 giugno (appena 70 giorni prima) scritto proprio da Di Stefano. Nel post chiede la galera per i responsabili dello scandalo di Bibbiano, cita esplicitamente il Partito democratico. Un commento durissimo, niente affatto garantista. “In galera e buttare le chiavi”, esordisce il senatore grillino. Il resto è un atto d’accusa durissimo. Tutto rimandato in nome di una poltrona. Di Stefano spera di venire confermato come sottosegretario agli Esteri. Il voltafaccia verrà premiato?

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