Scritta CasaPound, Sgarbi furioso con la Raggi: «Barbarie. Siano maledetti»

giovedì 8 agosto 10:19 - di Gabriele Alberti

«Barbarie», «iconoclastia», «Raggi, zucca vuota». L’ira di Vittorio Sgarbi è profonda a seguito della rimozione della scritta di marmo CasaPound dalla sede del movimento. Queste le sue parole: «E’ un atto di pura barbarie quello perpetrato dalla depensante Virginia Raggi, che, per riportare legalità a Roma pratica l’iconoclastia, in puro stile hitleriano, cancellando, come minacciava la Boldrini, non il nome del Duce», scrive in una nota il critico d’arte riferendosi all’obelisco del Foro Italico, «ma il nome di un grande poeta, Pound, che ha pagato per le sue idee, e che rappresenta un pensiero, un’identità, oggi scevre di ogni significato politico, al cui confronto il pensiero di Grillo, della sindaca di Roma e dell’immondizia dei 5 stelle, è come la merda rispetto all’oro».

Sgarbi: «Che siano maledetti»

L’inconfondibile stile di Sgarbi. Il quale ha poi esortato i ragazzi di CasaPound a rimontare la scritta prima o poi. E’ un fiume in piena: «A una zucca vuota come Virginia Raggi la parola ‘poesia’ fa paura. Ma lei e i suoi simili pagheranno tutto, destinati come sono a scomparire, a tornare dal nulla di cui provengono», prosegue furioso. «Di più, esorto gli amici di CasaPound a rimontare, in nome della libertà di pensiero che la Costituzione garantisce, l’innocua scritta che esalta un poeta, anche solo con un adesivo nero, sulla traccia dello scritta abrasa da questi pornografi della politica». Concludecol botto Sgarbi: «Che siano maldetti. Perché il nome della Raggi sparisca non ci sarà bisogno di cancellarlo»

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