Grillo al delirio tra Dio, politica e vaffa: «Tornare in campo? Li lascio alla loro Babele»

martedì 27 agosto 18:22 - di Redazione

«Sbaglio oppure una delle paure più diffuse oggi in Italia è che lei torni in campo, signor Giuseppe? Lei è il lessico, il vocabolario, della politica e del paese a partire dal V-Day. Lei è effetto e causa perfettamente pesati dell’oggigiorno!». Beppe Grillo sul blog mette in scena un “dialogo” al limite del delirante con Dio nel quale il fondatore M5S, rispetto a un “suo ritorno in campo”, fa dire al suo interlocutore: «Li lasci lì senza un linguaggio: che la Babele si scateni!»…

Il dialogo surreale tra Grillo e un interlocutore immaginario

«Senza vaffanculi in pratica -scrive Grillo- non c’è sostanza e non si va da nessuna parte. Senza vaffanculi mancano nord e sud, est ed ovest caro Giuseppe! E lei cerca di rinchiudersi nel suo guscio sul mare…. E lei…. dovrà espiare, capisce quello che le dico Giuseppe? Si era messo sul suo palco trapiantato in una piazza a sbraitare di ladri ed economia, di un parlamento con più ladri che a Scampia! Non esistono ladri, non esiste economia, non esiste la democrazia e non c’è nessun Ovest. Esiste soltanto un unico, intrecciato, multivariato dominio dell’avidità… da cosa crede sia mosso il poppante che ciuccia? Dal bisogno forse? No quella è semplice, essenziale, naturale ed ecologica avidità. Lei ha voluto scambiare la sua sfiducia nell’amore incondizionato nella fiducia in un equilibrio mondiale alla faccia del secondo principio!” “E lei dovrà espiare o sbraitare ancora ed ancora, perché non esiste una sua versione soft, lei è una macchina da guerra in un mondo senza più guerre… Ed un giorno, i nostri figli, vedranno quel mondo perfetto: opinioni diverse ed opposte cammineranno tenendosi per mano cantando una pastorale. Ed ogni noia sarà superata, ogni angoscia tranquillizzata, ogni tormento stroncato sul nascere». Un dialogo immaginario che diventa soliloquio autocelebrativo, che fa dire al comico genevose e fondatore del Movimento che, «nessuno ascolterà nessuno, lo è stato sin da quando l’uomo è uscito dal magma».

Politica, vaffa e diplomatiche faccende: «Che la Babele si scateni»?

«E lei – scrive ancora Grillo – ha osato interferire con queste leggi primordiali con i suoi vaffanculi, generando rischiose differenze, visibili contraddizioni, fiducioso di un uomo affrancato dalla natura. Ora, faccia rientrare i vaffanculi signor Giuseppe, lasci che il mondo torni alle sue piccole diplomatiche faccende, smetta subito di interferire con le primordiali leggi della dicitura e lasci ad ognuno la sua mediocrità»… «Li lasci lì senza un linguaggio: che la Babele si scateni!». Ma la Babele si è già scatenata, e proprio grazie all’inciucio dei discepoli di Grillo in corso tra perdenti, che siedono o torneranno a sedere placidamente nella stanza dei bottoni, a cui accedono senza chiedere il consenso degli elettori.

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