Carabiniere ucciso, gli americani insospettiti dalla telefonata in vivavoce

mercoledì 7 agosto 17:57 - di Redazione

Nuove ipotesi sull’omicidio del maresciallo dei carabinieri Mario Cerciello Rega. «Con chi sei, vieni da solo». Christian Gabriel Natale Hjorth, quando viene chiamato in vivavoce e i carabinieri Mario Cerciello Rega e Andrea Varriale registrano la telefonata, capisce che Sergio Brugiatelli è con qualcuno. Come riporta il Messaggero, l’americano ignora, che assieme al 47enne romano, ci siano i carabinieri che vogliono arrestare lui e il suo amico. Il californiano pensa che con Brugiatelli ci siano altri pusher accorsi per aiutarlo a riprendersi lo zaino con la forza. Natale Hjorth tentenna, non vorrebbe partecipare all’incontro. Ma Brugiatelli insiste e alla fine la spunta lui. Sono quattro le telefonate tra “il mediatore” e Gabriel Natale.

Carabiniere ucciso, le chiamate di Brugiatelli

Le prime due chiamate Brugiatelli le ha effettuate da solo. Nelle successive è assistito dai carabinieri, prima quelli di Monteverde in divisa e poi dalla coppia Rega e Varriale che interverrà al posto dei colleghi. Militari di Monteverde che redigeranno un’accurata relazione di servizio sulle chiamate. Si legge ancora sul Messaggero che Gabriel MNatle si convince e andrà all’incontro.  E comunica all’amico  la decisione: vedersi con il mediatore dello spaccio per restituirgli lo zaiono e in cambio incassare un grammo di cocaina e 100 euro. A quel punto Finnegan prende un coltello e lo nasconde nella felpa: «Quando il mio amico mi ha detto che lo dovevamo incontrare (brugiatelli, ndr), io ho preso preso il coltello», ha poi detto agli inquirenti.

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